*)vedi anche: indicatori di trading InstaForex per WTI (CL)
Nelle ultime settimane il mercato petrolifero mostra nuovamente elevata volatilità, con i principali driver rappresentati dai rischi geopolitici in Medio Oriente e dai segnali di ripristino dell'offerta, innanzitutto dal Venezuela. Questi fattori contrapposti formano il quadro attuale: i prezzi si mantengono sopra i 61 dollari al barile, ma la loro direzione futura resta fortemente sensibile alle notizie.
Fattori che supportano il rialzo dei prezzi
- Escalation delle tensioni intorno all'Iran. L'intensificarsi delle proteste interne in Iran e la retorica dura tra Teheran, Washington e Tel Aviv incrementano il premio di rischio. Poiché l'Iran produce circa 3,3 milioni di barili/giorno, qualsiasi timore di interruzioni alle esportazioni o di blocco dello Stretto di Hormuz si riflette immediatamente sui prezzi.
- Dichiarazioni politiche e potenziali sanzioni. Le minacce di nuove misure contro Paesi che collaborano con l'Iran aumentano l'incertezza sulle consegne reali, anche se l'effetto pratico di tali misure rimane spesso difficile da valutare.
Fattori che frenano il rialzo
- Ripresa delle esportazioni venezuelane. Nei giorni scorsi due superpetroliere hanno lasciato porti venezuelani, ciascuna con circa 1,8 milioni di barili, uno dei primi segnali del ritorno del petrolio venezuelano sul mercato globale nell'ambito di accordi di fornitura (si è parlato, tra l'altro, di un accordo da 50 milioni di barili). L'aumento dell'offerta finirà per limitare la spinta rialzista.
- Accumulo di scorte negli USA secondo API. L'American Petroleum Institute ha segnalato un aumento delle scorte di greggio di 5,27 milioni di barili nella settimana terminata il 9 gennaio. I dati ufficiali EIA sono attesi oggi (ore 15:30 GMT) con scorte previste in calo di 2,2 milioni di barili, dopo il precedente calo di 3,831 milioni di barili. Gli scostamenti tra attese e numeri reali condizionano la dinamica di breve periodo.
Contesto macroeconomico
I dati sull'inflazione negli Stati Uniti pubblicati martedì mostrano un rallentamento: l'indice dei prezzi al consumo di dicembre si è attestato allo 0,3% su base mensile e al 2,7% su base annua; l'indice core (esclusi alimentari ed energia) si è attestato intorno allo 0,2% su base mensile e al 2,6% su base annua. Il rallentamento dell'inflazione può sostenere una retorica più colomba da parte delle autorità monetarie, favorevole alla domanda di energia nel lungo termine. Al contempo, la pressione politica e i procedimenti legali intorno alla leadership della Fed introducono un elemento di incertezza nelle attese di politica monetaria.
Quadro tecnico
Al momento della pubblicazione di questo articolo e nella prima metà della sessione europea odierna i futures sul greggio WTI (CL nel terminale di trading) venivano scambiati vicino a 61,80. Il prezzo sta testando la rottura di un importante livello di resistenza di medio termine a 61,30 (EMA144 sul grafico giornaliero).
Tuttavia, considerato il trend ribassista di lungo e medio periodo, la crescita è verosimilmente destinata a restare limitata, al più, al livello di resistenza a 61,30 oppure all'area di resistenza chiave 62,60 (EMA200 sul grafico giornaliero) – 63,40 (EMA50 sul grafico settimanale).
- livello di resistenza importante: 61,30 (EMA144 sul grafico giornaliero)
- successiva zona di resistenza: 62,60 (EMA200 sul grafico giornaliero) – 63,40 (EMA50 sul grafico settimanale)
Con il predominio del trend ribassista di medio e lungo periodo, ogni tentativo di risalita incontrerà probabilmente una forte resistenza in queste aree, aumentando la probabilità di ritracciamento e ripresa del calo nel prossimo futuro. Perciò ci attendiamo un rimbalzo e la ripresa della discesa sia dagli attuali livelli, sia in prossimità di 62,60–63,00.
Prospettive e scenari
Periodo di breve termine (giorni o settimane)
- Scenario rialzista: un'escalation del conflitto nella regione (ad es. intervento di forze esterne o blocco dello Stretto di Hormuz) porterà a un forte premio per il rischio e a una rapida ondata di acquisti, in grado di portare il WTI significativamente oltre 65,00 e oltre, con continue interruzioni dell'offerta.
- Scenario ribassista: un afflusso costante di petrolio venezuelano e/o un nuovo aumento delle scorte USA eserciterà pressione sui prezzi, mantenendoli nel range 58,00–63,00 o provocando un ritracciamento sotto 58,00 in caso di peggioramento del quadro tecnico.
Periodo di medio termine (mesi)
- Se le esportazioni venezuelane proseguiranno nella loro espansione e le scorte mondiali torneranno a livelli più confortevoli, la volatilità si ridurrà e il potenziale di rialzo si limiterà. Allo stesso tempo, una prolungata instabilità geopolitica nella regione manterrà il premio per il rischio e aumenterà la probabilità di spike temporanei dei prezzi.
- Macroeconomia: il rallentamento dell'inflazione e una politica monetaria più accomodante possono sostenere la domanda e i prezzi; viceversa, un raffreddamento economico ridurrà la domanda e metterà pressione al ribasso sulle quotazioni.
Fattori chiave da monitorare
- Notizie dall'Iran: intensità delle proteste, incidenti militari, interruzioni della navigazione.
- Dinamica delle esportazioni venezuelane: regolarità e volumi delle spedizioni di petroliere.
- Dati settimanali API e i report ufficiali EIA sulle scorte negli USA.
- Dati macroeconomici (IPC, PPI, dati sulla produzione industriale) e dichiarazioni della Fed.
- Livelli tecnici: 61,30 (EMA144 giornaliero), 62,60 (EMA200 giornaliero), 63,40 (EMA50 settimanale) – potenziali zone di inversione o conferme di tendenza.
Conclusione
L'attuale dinamica del prezzo del petrolio è determinata dalla collisione tra un elevato rischio geopolitico (soprattutto legato all'Iran) e segnali di ripresa dell'offerta (principalmente dal Venezuela). Nel breve termine il mercato resta sensibile alle notizie e può mostrare oscillazioni brusche; nel medio termine molto dipenderà dalla stabilità delle forniture venezuelane, dai livelli delle scorte mondiali e dallo stato della domanda globale, influenzata dall'inflazione e dalle politiche delle banche centrali. Tecnicamente, la crescita è per ora limitata dai livelli indicati e, in un contesto di trend ribassista dominante, i ritracciamenti restano probabili.