Martedì 14 gennaio 2026, Bitcoin ha superato la soglia dei 96.000 dollari, raggiungendo il massimo degli ultimi due mesi. La salita della criptovaluta è stata innescata da una combinazione di dati macroeconomici favorevoli e dall'intensificarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Ciò ha provocato liquidazioni massive di posizioni corte per oltre 600 milioni di dollari e ha spinto la capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute oltre i 3,3 trilioni di dollari.
Il detonatore chiave del rally sono stati i dati sull'inflazione USA pubblicati dal Bureau of Labor Statistics il 13 gennaio. L'indice dei prezzi al consumo (IPC) di dicembre ha mostrato un aumento dell'inflazione core di appena lo 0,2% su base mensile e del 2,6% su base annua, entrambi inferiori alle previsioni degli analisti. Questi dati hanno attenuato i timori di un possibile inasprimento della politica monetaria della Federal Reserve, aumentando la propensione al rischio degli investitori sui mercati globali.
L'impulso rialzista è stato poi amplificato dall'aggravarsi delle tensioni geopolitiche. Il Dipartimento di Stato americano ha emesso nuovamente un'allerta di livello 4, esortando i cittadini americani a lasciare immediatamente l'Iran a causa delle proteste in corso, nelle quali, secondo alcune fonti, hanno perso la vita oltre 600 persone. Il presidente Donald Trump ha dichiarato la cancellazione di tutti gli incontri con funzionari iraniani fino alla cessazione delle violenze e, su Truth Social, ha incitato: "A tutti i patrioti iraniani - CONTINUATE A PROTESTARE, OCCUPATE LE VOSTRE ISTITUZIONI!"
Questa combinazione di inflazione sotto controllo e instabilità geopolitica ha rafforzato la percezione di Bitcoin come asset rifugio e strumento di copertura in scenari di crisi. Secondo Bitcoin Magazine, il BTC ha toccato un picco di 97.700 dollari, causando liquidazioni di posizioni corte per circa 700 milioni di dollari.
In questo contesto, il 13 gennaio gli ETF su Bitcoin spot negli USA hanno registrato il più grande afflusso giornaliero dall'ottobre scorso: circa 754 milioni di dollari. Leader è stato FBTC di Fidelity con 351 milioni di dollari, seguito da BITB di Bitwise (159 milioni di dollari) e da IBIT di BlackRock (126 milioni di dollari). Questo afflusso ha interrotto una serie di deflussi di quattro giorni, durante i quali, dal 6 al 9 gennaio, erano usciti dagli ETF oltre 1,3 miliardi di dollari. L'afflusso netto cumulato negli ETF su Bitcoin spot negli USA è ora vicino a 56,5 miliardi di dollari.
Gli analisti monitorano con attenzione la soglia psicologica di 100.000 di dollari. L'analista di criptovalute Michaël van de Poppe ha osservato che la rottura della media mobile a 21 giorni e la formazione di un pattern "Higher Highs" indicano l'avvio di un nuovo ciclo rialzista.
Van de Poppe prevede che Bitcoin potrebbe raggiungere prezzi a sei cifre già nei prossimi giorni. Secondo i dati di Polymarket, i trader valutano ora al 73% la probabilità che BTC superi i 100.000 dollari a gennaio.
Bitcoin non è stato l'unico a registrare guadagni: Ethereum è balzato sopra i 3.300 dollari, XRP ha guadagnato il 5% e Solana – il 4%. Nelle ultime 24 ore, la capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute è aumentata di circa 103 miliardi di dollari.
Con il crescente sentiment rialzista e la probabile crescita di Bitcoin a 100.000 dollari, i trader dovrebbero considerare posizioni lunghe su BTC e su altri asset principali come ETH, SOL e XRP.
Inoltre, l'aumento dell'interesse per gli ETF spot offre opportunità per partecipare indirettamente al rally tramite strumenti di investimento tradizionali. Tuttavia è fondamentale tenere conto della maggiore volatilità e adottare strategie di risk management adeguate, soprattutto alla luce della persistente incertezza geopolitica.