Gli indici azionari hanno chiuso ieri in ribasso. L'S&P 500 è sceso dello 0,06%, mentre il Nasdaq 100 ha perso lo 0,06%. Il Dow Jones Industrial ha registrato un ribasso dello 0,17%.
I titoli del Tesoro statunitensi si sono uniti alla vendita sul mercato obbligazionario globale, seguendo gli indici azionari, dopo che le minacce del presidente Donald Trump di imporre dazi in relazione alla Groenlandia hanno riacutizzato le tensioni commerciali.
L'atteggiamento aggressivo dell'amministrazione Trump nei confronti dell'UE limita la domanda di asset statunitensi. Le perdite più consistenti hanno colpito le obbligazioni a più lunga scadenza: il rendimento dei titoli a 30 anni è salito di sei punti base fino al 4,90%. Il calo dei titoli giapponesi si è intensificato, con i rendimenti che sono saliti a livelli record, poiché gli investitori hanno reagito negativamente all'appello pre‑elettorale del primo ministro Sanae Takaichi per una riduzione delle imposte sui generi alimentari.
I futures sugli indici azionari USA oggi hanno proseguito la discesa con la riapertura di Wall Street, mentre i contratti europei sono anch'essi sotto forte pressione. Gli indici asiatici hanno perso lo 0,6%, il calo più ampio in oltre una settimana. Con il peggioramento del sentiment, la domanda di asset rifugio è aumentata bruscamente, portando oro e argento a nuovi massimi storici.
La minaccia di Trump di imporre dazi contro otto paesi contrari al suo tentativo di conquistare il controllo della Groenlandia, insieme all'opposizione europea, ha riacceso la volatilità e spinto gli investitori verso i metalli preziosi. Il ritorno delle tensioni commerciali avviene sullo sfondo di timori sull'indipendenza della Federal Reserve e sulle politiche di Trump, fattori che allontanano ulteriormente gli investitori dagli asset rischiosi.
"I mercati sembrano assumere una posizione molto negativa sui nuovi sviluppi tariffari", hanno commentato gli analisti di Vantage Markets.
Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 6.854$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 6.871$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 6.883$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 6.837$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 6.819$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 6.801$.