Venerdì scorso gli indici azionari hanno chiuso nuovamente in calo: l'S&P 500 è sceso dello 0,61%, mentre il Nasdaq 100 ha perso lo 0,93%. Il Dow Jones Industrial Average ha perso lo 0,26%.
Wall Street continua a essere volatile: i futures sugli indici si sono leggermente ripresi oggi, mentre i prezzi del petrolio sono balzati a un massimo in oltre tre anni a causa della guerra in corso in Iran. L'aumento dei prezzi energetici ha ridotto il momentum dei titoli obbligazionari, alimentando le preoccupazioni inflazionistiche.
L'S&P 500 ha azzerato un guadagno di quasi l'1% a seguito dell'intensificarsi degli attacchi statunitensi contro l'Iran a livelli senza precedenti. Entrambe le parti hanno proseguito l'escalation del conflitto, che dura da due settimane, portando il petrolio Brent a chiudere la scorsa settimana sopra i 100$ al barile. Questo indica che le recenti affermazioni del presidente Donald Trump su una rapida conclusione del conflitto non hanno più lo stesso effetto rassicurante sui mercati. Secondo il Wall Street Journal, citando due funzionari americani, il Pentagono ha inviato nella regione un corpo di spedizione dei Marines, un'azione che non fa altro che esacerbare il conflitto anziché porvi fine.
Venerdì sono stati pubblicati anche dati deboli sulla crescita economica statunitense, che hanno portato i titoli del Tesoro a perdere slancio, con le obbligazioni a lungo termine in calo. Il dollaro è salito al livello più alto da dicembre. La statistica ha mostrato un aumento delle offerte di lavoro e una diminuzione dei licenziamenti, segnale di una domanda di lavoro più solida prima che il mercato del lavoro manifestasse segnali di debolezza. L'indice core della spesa al consumo, la misura dell'inflazione preferita dalla Fed, è risultato in linea con le previsioni. L'indice di fiducia dei consumatori ha toccato il minimo degli ultimi tre mesi.
Gli operatori di mercato hanno inoltre monitorato gli sviluppi relativi alla sentenza di un giudice federale sulle citazioni in giudizio improprie emesse dal Dipartimento di Giustizia al Board della Federal Reserve per ottenere documenti relativi alla ristrutturazione della sua sede centrale, nonché le relative audizioni di Jerome Powell davanti al Congresso.
Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 6.682$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 6.697$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 6.711$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 6.672$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 6.660$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 6.651$.