Ieri, i negoziatori commerciali guidati dal Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent, dal Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer e dal Vice Primo Ministro cinese He Lifeng si sono incontrati a Parigi per concordare i piani per un vertice dei leader previsto per la fine del mese.
Si è conclusa la prima giornata dei colloqui tra le delegazioni e entrambe le parti hanno espresso la disponibilità a proseguire il dialogo. Si tratta di un segnale positivo, considerata la complessità dei temi in discussione e l'importanza delle decisioni attese. È previsto che i negoziatori approfondiscano gli sviluppi legati al cessate il fuoco raggiunto a novembre, con particolare attenzione alla situazione attorno all'Iran, oltre a questioni relative agli investimenti e agli appalti commerciali, elementi chiave per plasmare le future relazioni commerciali.
Il successo di questi colloqui avrà un impatto diretto sul viaggio del Presidente Donald Trump in Cina, programmato dal 31 marzo al 2 aprile. Si tratta di una visita storica: sarebbe il primo viaggio di un presidente americano a Pechino da quasi un decennio. I risultati degli incontri commerciali in corso determineranno il formato e dei prossimi colloqui di alto livello, ponendo le basi per una possibile cooperazione futura o, al contrario, approfondendo le divergenze esistenti.
I prossimi giorni di negoziati si annunciano intensi, ma l'atmosfera costruttiva del primo giorno lascia sperare in accordi reciprocamente accettabili. Una risoluzione positiva delle questioni commerciali, d'investimento e di stabilità geopolitica aprirebbe nuove prospettive per la crescita economica e per l'avvicinamento bilaterale; viceversa, disaccordi prolungati potrebbero inasprire le tensioni commerciali e pesare negativamente sull'economia globale.
L'incontro rappresenta anche il primo contatto diretto tra le due parti dopo la sentenza della Corte Suprema USA che ha stabilito che Trump non aveva l'autorità di imporre dazi ricorrendo all'International Emergency Economic Powers Act — lo strumento che egli aveva utilizzato minacciando tariffe fino al 145% nei confronti della Cina.
Da allora, l'amministrazione Trump ha imposto un dazio del 10% su tutta la linea e ha promesso di ricostruire parte della propria «muraglia tariffaria» usando altri poteri.
Per quanto riguarda la reazione dei mercati valutari a questi negoziati, non ce n'è stata praticamente alcuna.
Per quanto riguarda il quadro tecnico attuale dell'EUR/USD, gli acquirenti dovrebbero ora valutare come riconquistare il livello 1,1450, condizione necessaria per puntare al test di 1,1485. Da lì è possibile salire verso 1,1525, anche se farlo senza il supporto dei grandi operatori sarà piuttosto difficile. Obiettivo più lontano: il massimo a 1,1565. In caso di discesa, mi aspetto azioni significative da parte dei grandi compratori solo intorno a 1,1414; Se nessuno si presenta a quel livello, sarebbe una buona idea attendere un nuovo minimo a 1,1385 o aprire posizioni long da 1,1345.
Per quanto riguarda la sterlina, i compratori devono conquistare la resistenza immediata a 1,3255 per poter puntare a 1,3290; oltre tale livello la rottura sarebbe complicata. Target più ambizioso: area 1,3320. In caso di discesa, i ribassisti cercheranno il controllo a 1,3220: se riusciranno a conquistare questo livello, la rottura del range infliggerebbe un colpo serio ai long e potrebbe spingere GBP/USD verso il minimo a 1,3180 e anche a 1,3150.