I prezzi del petrolio sono lontani dall'essere ideali

Sebbene i prezzi del petrolio si siano stabilizzati grazie alla rapida convinzione dei trader riguardo alle notizie dei media su un cessate il fuoco in Medio Oriente, ciò non ha modificato sostanzialmente la situazione nel mercato energetico.

Il Brent è sceso sotto i 110$ al barile, perdendo gran parte del rialzo iniziale, mentre il WTI si è avvicinato a 111$. Online circolano notizie secondo cui USA, Iran e mediatori regionali avrebbero iniziato a discutere i termini di una possibile pausa di 45 giorni che potrebbe portare alla fine della guerra. Ciononostante, le probabilità di un accordo parziale entro le prossime 48 ore restano basse. Ricordo che l'ultimatum di Trump per la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran scade tra meno di 24 ore.

Lo scorso fine settimana, in una serie di post sui social media, Trump ha minacciato di "scatenare l'inferno" contro l'Iran, colpendo centrali elettriche e altre infrastrutture se lo Stretto di Hormuz non fosse stato riaperto. Teheran ha respinto queste richieste e il passaggio resta chiuso alla maggior parte delle navi, fatta eccezione per un numero limitato.

Tutto ciò indica che la tensione nel Golfo Persico rimane a livelli critici. I messaggi bellicosi di Trump implicano la disponibilità a un'escalation, fino a colpire infrastrutture iraniane chiave qualora Teheran non ottemperasse all'ultimatum sulla riapertura dello Stretto. Un tale sviluppo ha inevitabilmente attirato l'attenzione della comunità internazionale, preoccupata per le conseguenze di una simile confrontazione, ma questo non può competere con le voci sui colloqui di pace di 45 giorni.

La reazione di Teheran è stata prevedibilmente dura. Le autorità iraniane hanno categoricamente respinto le pretese e le minacce di Washington, definendole inaccettabili e provocatorie. L'annuncio che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso per la maggior parte delle navi è stata una sfida diretta all'amministrazione americana e ha confermato l'intenzione dell'Iran di proseguire la sua politica nonostante la crescente pressione. Questo stallo nelle relazioni mette a rischio non solo la sicurezza regionale, ma anche la stabilità dei mercati energetici globali.

La guerra ha già gettato il mercato petrolifero nel caos, provocando uno shock dell'offerta senza precedenti, destinato a trasformarsi in una crisi energetica globale. I prezzi del petrolio e dei prodotti petroliferi sono saliti bruscamente, aumentando la pressione inflazionistica, minando la crescita economica e mettendo ulteriore pressione su imprese e consumatori.

Trump ha annunciato di voler tenere una conferenza stampa alle 13:00 di lunedì e ha fissato una scadenza per martedì alle 20:00 ora della costa orientale USA (03:00 UTC+3), senza però precisare cosa intendesse esattamente. Il 26 marzo Trump aveva dato all'Iran un termine di 10 giorni per ripristinare il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, termine che scade lunedì sera.

Dal punto di vista tecnico, per gli acquirenti è importante conquistare la resistenza immediata a 113,36$. Questo permetterebbe di puntare a 118,88$, livello oltre il quale la rottura sarebbe piuttosto difficile. Target più ambizioso: area 124,86$. Se il petrolio dovesse scendere, i ribassisti tenteranno di prendere il controllo di 106,83$. Se ciò dovesse accadere, la rottura del range infliggerebbe un duro colpo alle posizioni long e potrebbe spingere il petrolio verso il minimo a 100,40$, con prospettiva di calare fino a 92,54$.