La decisione unilaterale di Donald Trump di prorogare la tregua con l'Iran indebolisce la posizione degli USA sulla scena mondiale

La decisione unilaterale di Donald Trump di prorogare la tregua con l'Iran ha suscitato, come spesso accade nella complessa sfera geopolitica, una valanga di reazioni e interpretazioni contrastanti, ma ha comunque determinato un discreto rafforzamento della domanda per gli asset rischiosi — tra cui euro e sterlina — e un indebolimento del dollaro sui mercati valutari.

La dichiarazione di sospensione delle ostilità fino a che l'Iran non presenti una proposta unica, frutto, a quanto si dice, di sforzi diplomatici dei leader pakistani, appare come un tentativo di de‑escalation e di aprire uno spazio per il dialogo. Tuttavia, questa iniziativa è stata quasi immediatamente accolta con profondo scetticismo da Teheran.

Un rappresentante del parlamento iraniano, la cui dichiarazione riflette probabilmente il sentimento delle fazioni più radicali, ha definito la decisione di Trump "insensata", sottolineando che "la parte sconfitta non può dettare le condizioni". Questo commento netto indica una forte sfiducia e forse divisioni interne nella leadership iraniana su come rispondere alle proposte statunitensi. L'affermazione che il proseguimento del blocco dello Stretto di Hormuz equivalga a un bombardamento e debba suscitare una risposta militare mette in luce la tensione nella regione e la disponibilità dell'Iran a un confronto militare.

L'agenzia di stampa iraniana IRIB ha trasmesso una nota ufficiale in cui Teheran dichiara di non riconoscere la proroga della tregua e si riserva il diritto di non rispettarla nell'interesse nazionale. Questa posizione è stata resa nota ancora prima delle notizie — diffuse da Tasnim, AP News e BBC — su presunti segnali di disponibilità degli Stati Uniti a revocare il blocco.

Tutto questo contribuisce a delineare un quadro di gioco diplomatico caotico e incerto. Teheran sembra sfruttare segnali contraddittori per rafforzare le proprie posizioni, rivendicando autonomia decisionale.

Tuttavia, questa situazione potrebbe indicare un tentativo da parte di una delle due parti di guadagnare tempo per prepararsi a un'azione più decisiva. Se l'Iran dovesse effettivamente intravedere segnali di allentamento del blocco, ciò potrebbe essere percepito come un'opportunità per rafforzare la propria posizione, mentre parlare di un "attacco a sorpresa" potrebbe rivelarsi mera retorica per esercitare pressione. In ogni caso, l'iniziativa è temporaneamente nelle mani dell'Iran, il che gli consente di influenzare più attivamente gli sviluppi futuri.

Un'ulteriore escalation o de-escalation della situazione dipenderà dalla capacità di entrambe le parti di impegnarsi in un dialogo reale, non solo in manovre diplomatiche. Dopo il fallimento della seconda fase dei colloqui di pace, che di fatto non ha mai avuto luogo, l'Iran sembra cercare la conferma che gli Stati Uniti revocheranno il blocco dello Stretto di Hormuz, il che potrebbe rappresentare il suo obiettivo primario.

Come accennato in precedenza, il mercato valutario ha reagito piuttosto bene a tutta questa situazione.

Per quanto riguarda il quadro tecnico attuale di EUR/USD, gli acquirenti dovrebbero ora valutare come superare il livello di 1,1760. Solo in questo modo potranno puntare a un test di 1,1790. Da lì, è possibile raggiungere 1,1822, ma farlo senza il supporto dei principali operatori sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più lontano sarà un massimo di 1,1855. In caso di discesa, mi aspetto azioni significative da parte dei grandi compratori solo intorno a 1,1720. Se nessuno si presenta a quel livello, sarebbe una buona idea attendere un nuovo minimo a 1,1680 o aprire posizioni long da 1,1650.

Per quanto riguarda il quadro tecnico attuale di GBP/USD, gli acquirenti di sterline devono superare la resistenza immediata a 1,3530. Solo questo permetterà loro di puntare a 1,3565, al di sopra del quale una rottura sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più lontano sarà 1,3595. Se la coppia scende, i ribassisti cercheranno di prendere il controllo di 1,3505. Se ciò dovesse accadere, una rottura del range infliggerebbe un duro colpo alle posizioni rialziste e spingerebbe GBPUSD al minimo di 1,3473, con la prospettiva di un movimento verso 1,3450.