Pausa diplomatica nello Stretto di Hormuz: i prezzi del petrolio si allontanano dai massimi

In seguito all'annuncio inaspettato di Donald Trump sulla sospensione della missione navale nello Stretto di Hormuz, i prezzi del petrolio sono crollati significativamente, rientrando intorno a 100$ per il WTI.

Molti si chiedono se si tratti di una tregua temporanea o di una nuova tattica. Ieri, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la sospensione temporanea dell'operazione Project Freedom, la missione di scorta alle navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz sotto la protezione della Marina statunitense, motivando la decisione con «grandi progressi» nella preparazione di un accordo globale con l'Iran.

«Abbiamo convenuto di sospendere Project Freedom per un breve periodo, per vedere se sia possibile finalizzare e firmare un accordo», ha scritto Trump sui social. È importante sottolineare che la pausa riguarda solamente la fase attiva di scorta. Secondo Trump, il blocco dei porti iraniani rimane in vigore. Inoltre, il Segretario di Stato Marco Rubio ha confermato la conclusione dell'operazione Epic Fury, sottolineando che gli Stati Uniti ritengono compiuta la missione pur continuando a opporsi a qualsiasi programma nucleare militare da parte dell'Iran.

Questa improvvisa pausa diplomatica ha colto i mercati di sorpresa: l'operazione Project Freedom era stata lanciata solo il giorno prima, il 4 maggio, e molti operatori l'hanno percepita come una dimostrazione di forza piuttosto che un gesto di buona volontà.

Le dichiarazioni di Trump hanno avuto un impatto immediato sulle quotazioni del petrolio. Gli investitori hanno letto la notizia come segnale di possibile de‑escalation, aprendo la prospettiva di un ripristino delle forniture di greggio dal Golfo Persico. In particolare, il WTI si è riportato intorno a 100$, mentre il Brent è ritornato verso 108$.

Tuttavia, nonostante l'impulso positivo, i prezzi potrebbero risalire rapidamente: l'incertezza sull'accordo rimane elevata. Trump non ha specificato quali progressi siano stati compiuti né la durata della sospensione. L'Iran non ha ancora rilasciato commenti ufficiali sull'iniziativa di Washington, e la misura del blocco resta in vigore.

Dal punto di vista tecnico, per gli acquirenti è importante conquistare la resistenza immediata a 106,83$. Questo permetterebbe di puntare a 113,00$, livello oltre il quale la rottura sarebbe piuttosto difficile. Target più ambizioso: area 118,80$. Se il petrolio dovesse scendere, i ribassisti tenteranno di prendere il controllo di 100,40$. Se ciò dovesse accadere, la rottura del range infliggerebbe un duro colpo alle posizioni long e potrebbe spingere il petrolio verso il minimo a 92,50$, con prospettiva di calare fino a 86,67$.