L'oro ha ceduto parte dei guadagni di ieri

La situazione sul mercato dell'oro resta instabile. Da un lato il metallo mantiene ancora una parte del rialzo di ieri e viene scambiato vicino a 4.521$ l'oncia. Il rafforzamento dell'1,4% registrato alla vigilia è stato innescato dalle parole di Trump secondo cui gli USA sarebbero nella «fase finale» del conflitto con l'Iran. In reazione a ciò il dollaro e i rendimenti dei Treasury sono scesi, sostenendo ulteriormente il metallo prezioso.

La logica è semplice: una possibile fine della guerra e la riapertura dello Stretto di Hormuz ridurrebbero la pressione energetica sull'inflazione e, di conseguenza, la necessità di mantenere i tassi su livelli elevati a lungo. Per l'oro, che non genera interesse, questo sarebbe uno scenario positivo: una stabilizzazione del passaggio nello Stretto attenuerebbe i fattori macroeconomici che al momento comprimono il prezzo, permettendo al metallo di trovare un fondo. Se invece la chiusura della via di transito si protraesse, il rischio virerebbe verso la stagflazione, condizione in cui i metalli preziosi storicamente tendono a performare bene.

Tuttavia l'ottimismo degli investitori resta contenuto e ci sono buone ragioni. La retorica delle parti in conflitto cambia troppo spesso per scommettere con certezza. Il verbale della riunione di maggio della Fed, pubblicato ieri, ha ricordato che la maggior parte dei membri del Comitato è pronta a considerare rialzi dei tassi se l'inflazione dovesse continuare a superare stabilmente il 2%. Anche il rendimento dei Treasury a 10 anni rimane vicino ai massimi annuali. Dall'inizio del conflitto l'oro ha perso circa il 14% e da allora è rimasto in un range laterale piuttosto stretto: il mercato non riesce a scegliere quale scenario avrà la meglio.

L'argento ha segnato un calo dello 0,2%, a 75,73$ l'oncia. Anche platino e palladio hanno chiuso in ribasso.

Dal punto di vista tecnico, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 4.546$ per puntare al livello successivo a 4.607$, oltre il quale la rottura sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più ambizioso è l'area a 4.656$. In caso di ribasso, i venditori cercheranno di riprendersi il controllo di 4.481$: la rottura di questa fascia danneggerebbe seriamente le posizioni long e potrebbe spingere l'oro verso il minimo a 4.432$, e poi fino a 4.401$.