I prezzi dell'oro (XAU/USD) hanno registrato un forte ribasso, rompendo i minimi delle ultime due settimane e testando da vicino la soglia psicologica dei 4.000$ l'oncia troy. Il metallo è in calo in cinque delle ultime sei sessioni a causa della potente pressione combinata di fattori macroeconomici e geopolitici.
Principali fattori di pressione:
Fed "falco" e dollaro forte: l'indice del dollaro (DXY) è salito fino ai massimi degli ultimi 13 mesi. I mercati hanno rivisto al rialzo le aspettative sui tassi negli USA — la probabilità di un aumento dei tassi da parte della Fed a luglio o settembre è ora stimata intorno al 70%. Tassi elevati aumentano i rendimenti dei titoli di Stato e rendono l'oro (che non genera reddito da interessi) meno attraente per gli investimenti.De‑escalation in Medio Oriente: i negoziati tra USA e Iran hanno ridotto il grado di panico geopolitico. Gli investitori non cercano più rifugio d'emergenza nei beni rifugio, provocando forti deflussi dagli ETF sull'oro.Capitolazione degli analisti: a fronte del calo della domanda, Deutsche Bank ha ridotto del 22% le sue previsioni sull'oro per il terzo trimestre del 2026, portandole a 4.300$ l'oncia. Vale la pena ricordare che ad aprile la banca prevedeva con decisione 6.000$ entro fine anno. Ora avvertono: se la Fed dovesse aumentare i tassi 3–4 volte, l'oro rischia di scendere fino a 3.800$.Previsione: vedremo i 6.000$ l'oncia nel 2026–2027?Risposta: nel 2026 — no; nel 2027 — tutto sommato possibile.
L'attuale ciclo monetario restrittivo negli Stati Uniti ha temporaneamente bloccato la strada verso i massimi storici. Nel medio termine, il mercato si divide in due fasi:
Orizzonte 2026 (trend ribassista): a causa del dollaro forte e dei tassi elevati l'oro è incastrato in un corridoio tra 3.800$ e 4.500$. Anche la previsione più ottimistica di Goldman Sachs a 5.400$ oggi appare difficile da raggiungere. Fino a fine anno il mercato sarà probabilmente alla ricerca del minimo.Orizzonte 2027 (rincorsa rialzista): i fattori strutturali di lungo periodo che spingono l'oro non sono scomparsi: l'aumento cronico del deficit fiscale USA, processi di de-dollarizzazione sistemica e acquisti aggressivi di oro da parte delle banche centrali dei mercati emergenti restano validi. Non appena la Fed avrà completato il ciclo di rialzi e passerà a una fase di allentamento, questi fattori potrebbero innescare una nuova, potente ondata rialzista in grado di portare il metallo verso i 6.000$ nella seconda metà del 2027.