L'esito della riunione di due giorni della Fed ha chiaramente dimostrato che i mercati sono in ritardo rispetto ai cambiamenti nel processo decisionale di politica monetaria della banca centrale, il che rappresenta un grave errore.
In effetti, alla sua seconda conferenza stampa da quando è alla guida della Fed, K. Warsh ha dimostrato che le sue parole di giugno — secondo cui i cambiamenti nelle operazioni della banca centrale sarebbero stati davvero rivoluzionari — non erano chiacchiere vuote, ma un vero e proprio annuncio di un nuovo approccio alla valutazione della politica monetaria.
Ma il mercato ha davvero colto le sue parole?
Questa rimane una domanda importante. Storicamente, almeno negli ultimi vent'anni, la Fed e i mercati finanziari hanno operato in stretta connessione: il regolatore lasciava intendere le prospettive della politica monetaria, cosa che aiutava senza dubbio gli operatori, e il mercato a sua volta tentava di influenzare le decisioni della banca centrale, riuscendoci talvolta. Con l'arrivo di Warsh, questa simbiosi sembra però volgere al termine, causando confusione e un'elevata volatilità.
Un altro punto importante è che gli operatori di mercato continuano a collegare rigidamente le dinamiche inflazionistiche, il mercato del lavoro e le variazioni dei tassi di interesse. Il presidente della Fed ha però annunciato ieri che questa correlazione è errata, affermando che l'autorità di regolamentazione utilizzerà altri strumenti per esercitare pressione sull'inflazione, anziché limitarsi a modificare i tassi di interesse in modo estemporaneo. Le sue parole rompono completamente quella relazione lineare, perché nelle decisioni sui tassi la banca centrale farà affidamento sui dati macroeconomici in arrivo e sui contributi dei gruppi analitici che studiano la situazione dell'economia nazionale e monitorano il quadro globale.
Di fatto Warsh sta spezzando il consolidato paradigma simbiotico tra la Fed e i mercati, che in larga misura ritenevano che un'inflazione elevata, superiore al 3%, avrebbe inevitabilmente portato a un aumento automatico dei tassi di interesse, il che a sua volta avrebbe rappresentato un pesante fardello per l'economia nazionale. Si diceva prima della riunione che c'era probabilità di un aumento di 25 punti base ora e poi ulteriori rialzi a settembre e ottobre.
Ma il risultato principale della riunione è stato che i mercati si sbagliano clamorosamente, restando prigionieri dell'illusione che la Fed agirà rigidamente secondo la vecchia linea monetaria con il suo obiettivo d'inflazione al 2%.
Allora, cosa attendersi sui mercati?
Penso che ora una reazione significativa arriverà piuttosto in corrispondenza della pubblicazione dei dati sull'occupazione negli Stati Uniti e del nuovo rapporto sull'inflazione di luglio. Molto probabilmente il mercato si consoliderà e reagirà ai fatti concreti espressi da questi dati.
Previsioni del giorno:
EUR/USD
La coppia è scambiata sotto il livello 1,1475. La rottura di questo livello potrebbe spingere la coppia fino a 1,3525. Livello per l'acquisto suggerito: 1,1484.
GBP/USD
La coppia è scambiata sotto il livello 1,3385. La rottura di questo livello potrebbe spingerla a 1,1545. Livello per l'acquisto suggerito: 1,3393.