La calma prima della tempesta è spesso ingannevole: martedì, l'oro ha registrato la sua peggiore giornata in quasi un mese, quando una svendita di titoli del Tesoro statunitensi ha spinto i rendimenti trentennali ai massimi da quasi vent'anni. Mercoledì, il metallo si è preso una pausa: le vendite di titoli del Tesoro si sono attenuate e la pressione sul metallo prezioso non fruttifero si è in qualche modo allentata.
La ripresa dell'oro sopra i 4.400 dollari l'oncia è stata sostenuta dalla domanda degli investitori e dagli acquisti delle banche centrali, in particolare in Cina. Secondo il sondaggio dei gestori di fondi di Bank of America, la quota di chi considera l'oro sottovalutato è salita al massimo da marzo 2023.
Tuttavia, la situazione geopolitica è pronta a sconvolgere gli equilibri. Il presidente Trump ha dichiarato che non sono in corso negoziati con Teheran e che il memorandum sullo Stretto di Hormuz è scaduto senza essere prorogato. Un tale scenario alimenta l'inflazione energetica — vento contrario per la Fed e, di riflesso, per l'XAU/USD: il rally del petrolio spinge l'inflazione, l'inflazione incoraggia la banca centrale a mantenere i tassi alti più a lungo, e i tassi elevati frenano l'oro, che non offre rendimenti.
Rendimenti obbligazionari
Secondo TD Securities il "nuovo ondata di vendite" potrebbe anche non ripetersi, nonostante il recente calo degli acquisti nel metallo. ING Bank ricorda che l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro accresce il costo opportunità di possedere un'attività a cedola zero, e questo rappresenta un classico vincolo monetario per l'oro.
Tuttavia è il tratto lungo della curva che preoccupa: i detentori di bond temono che i governi non riescano a gestire la spesa pubblica; il deficit di bilancio e l'incertezza sulla posizione del nuovo capo della Fed, Kevin Warsh, alimentano l'ansia. I rendimenti dei titoli di Stato trentennali sono ai massimi da 19 anni, a causa sia del conflitto con l'Iran sia della crisi del debito che sta colpendo le aziende tecnologiche, costrette a indebitarsi disperatamente nel contesto del boom dell'intelligenza artificiale.
Per molti osservatori la vendita sui titoli è sintomo di qualcosa di più profondo: un'economia che si rifiuta di rallentare nonostante tassi che fino a poco tempo fa sembravano elevati. Se la crisi del 2008 ha inaugurato l'era dei tassi ultra‑bassi, il movimento attuale potrebbe rappresentare un ritorno alla normalità in cui il denaro torna a costare caro.
Nel frattempo, Saxo Bank ammette che questo scenario insolito – rendimenti in aumento insieme all'aumento del prezzo dell'oro – potrebbe diventare la nuova normalità: il circolo vizioso storico tra questi asset si sta indebolendo sotto gli occhi del mercato.
Pertanto, il destino dell'oro nei prossimi giorni non si deciderà sul mercato fisico, ma nei verbali della riunione della Fed di luglio e nel discorso di Kevin Warsh a Jackson Hole. La soglia dei 4.400 dollari reggerà se i rendimenti dei titoli del Tesoro dovessero tornare a salire?
Dal punto di vista tecnico, il grafico giornaliero XAU/USD mostra il rischio di formazione di un pattern di inversione 1-2-3. Un calo al di sotto di 4.310 è un motivo per vendere. Finché l'oro si mantiene al di sopra di questo livello, l'acquisto è opportuno.