Panoramica della coppia EUR/USD. 21 settembre. Il "cigno nero" ha di nuovo salvato il dollaro

La coppia EUR/USD non ha mostrato movimenti significativi venerdì, e le oscillazioni della scorsa settimana si sono sostanzialmente concluse mercoledì sera. Proprio mercoledì, dopo la riunione della Fed in cui è stata presa la decisione — per la prima volta in tre anni — di inasprire la politica monetaria, il dollaro USA è salito rapidamente, chiudendo così una settimana di apprezzamento alimentata dalle aspettative del mercato su un rialzo del tasso ufficiale. L'orientamento della Fed si è rivelato più "falco" del previsto e il rafforzamento del dollaro è stato quindi prevedibile. Tuttavia, nel 2026 la valuta americana cresce principalmente grazie ai "cigni neri".

Ricordiamo che quest'anno è iniziato con un nuovo massimo quadriennale: la coppia EUR/USD si trovava intorno a 1,20$ e sembrava intenzionata a proseguire al rialzo. Poi Donald Trump ha avviato una guerra contro l'Iran e il capitale è fuggito dagli asset rischiosi verso quelli più sicuri, utilizzando il dollaro per la conversione. Così, per circa sei mesi il dollaro ha beneficiato regolarmente solo del fattore geopolitico. Successivamente, con l'aumento dei prezzi energetici, l'inflazione ha accelerato a livello globale, in particolare negli Stati Uniti. Le banche centrali hanno cominciato a valutare l'inasprimento della politica monetaria e il mercato ha iniziato a prezzare l'aumento dei tassi della Fed. Nonostante la BCE abbia già aumentato i tassi due volte e la Banca d'Inghilterra probabilmente si unirà alla Fed e alla BCE già a novembre, solo il dollaro si sta apprezzando grazie all'inasprimento della politica monetaria.

Da un lato, ciò può spiegarsi col fatto che il dollaro rimane la valuta più popolare al mondo, quindi i trader guardano principalmente alla posizione della Fed e non tanto a quella della BCE o della BoE. Dall'altro, ci si può chiedere perché seguire la statistica macroeconomica dell'UE o del Regno Unito e le decisioni della BCE o della BoE, se il mercato sembra non considerarle.

Pertanto, alla fine di settembre il mercato valutario presenta un quadro interessante: il dollaro cresce in modo apparentemente giustificato, ma tutti i fattori contrari vengono ignorati. Nel mese passato il dollaro ha mostrato un apprezzamento notevole, ma resta poco chiaro su quali basi possa proseguire. Due "cigni neri" sono arrivati nel 2026 e hanno dato una mano al dollaro. Anche con questo sostegno, però, il risultato è stata solo una correzione. Passando al timeframe settimanale, si osserva da un anno un marcato trading laterale, mentre il trend rialzista del 2022 resta ancora valido.

La situazione tecnica attuale è dunque piuttosto semplice: bisogna attendere la fine della correzione, in corso da un anno, dopodiché la valuta europea potrà entrare in un nuovo impulso rialzista. Non riteniamo che i rialzi dei tassi della Fed possano salvare il dollaro nel lungo termine. Riteniamo il fattore politico legato a Donald Trump più determinante, e questo ha effetti negativi sull'economia e sulla valuta USA.

La volatilità media della coppia EUR/USD negli ultimi 5 giorni di contrattazione, al 21 settembre, è di 55 pip, classificata come "media". Lunedì prevediamo un movimento della coppia tra 1,1430 e 1,1540. Il canale di regressione lineare sul timeframe superiore è orientato al rialzo, indicando un trend rialzista. L'indicatore CCI è entrato per la seconda volta in area di ipervenduto e ha formato già due divergenze rialziste, il che avverte della possibile fine della correzione ribassista.

Livelli di supporto più vicini:

S1 – 1,1475

S2 – 1,1414

S3 – 1,1353

Livelli di resistenza più vicini:

R1 – 1,1536

R2 – 1,1597

R3 – 1,1658

Raccomandazioni di trading:

La coppia EUR/USD continua a muoversi in direzione discendente, ma consideriamo questo calo come una correzione prima di un nuovo trend rialzista. Il quadro fondamentale globale per il dollaro resta negativo, ma nel 2026 la geopolitica e l'atteggiamento "falco" della Fed hanno fornito un forte supporto al dollaro. Con il prezzo sotto la media mobile si possono valutare posizioni short con target 1,1430 e 1,1414. Al di sopra della media mobile sono attive le posizioni long con target 1,1597 e 1,1658.

Spiegazioni alle illustrazioni:

Canali di regressione lineare: aiutano a determinare la tendenza attuale. Se vanno entrambi nella stessa direzione, allora la tendenza è forte.

Linea della media mobile (impostazioni 20.0, smoothed): determina la tendenza a breve termine e la direzione in cui conviene fare trading ora.

I livelli di Murray sono livelli target per movimenti e correzioni.

Livelli di volatilità (linee rosse): il probabile canale di prezzo in cui la coppia trascorrerà le prossime 24 ore, in base agli indicatori di volatilità correnti.

Indicatore CCI: il suo ingresso nell'area di ipervenduto (sotto -250) o nell'area di ipercomprato (sopra +250) significa che si sta avvicinando un'inversione di tendenza nella direzione opposta.