La causa, non l'effetto

Ieri il mercato azionario statunitense ha subito una forte discesa a seguito dei robusti dati sui PMI, che hanno indicato un'ulteriore crescita dell'inflazione negli USA, dato che l'economia sembra destinata a chiudere il terzo trimestre su una nota piuttosto ottimistica. I mercati azionari europei, invece, dovranno affrontare il resto dell'anno facendo i conti con un unico fattore fragile: le previsioni ottimistiche sugli utili aziendali, mentre l'elenco dei rischi a loro carico continua ad allungarsi. I rendimenti dei Treasury a 10 anni sono nuovamente saliti oltre il 5%, ricordando agli investitori quanto rapidamente il sentiment possa capovolgersi.

Nelle ultime settimane il mercato è stato scosso dai timori legati all'inflazione e da una possibile stretta delle banche centrali in risposta a un nuovo rialzo del prezzo del petrolio. Molti gestori ora consigliano di monitorare eventuali vendite massicce prima della stagione degli utili, perché è in quei periodi che il mercato si mostra più onesto. Non escludo però uno scenario alternativo in cui i risultati aziendali superino le attese e riaccendano un nuovo slancio rialzista.

I segnali tecnici, però, indicano prudenza più delle previsioni positive. Dall'apice di metà agosto lo Stoxx 600 è in calo e non è riuscito a rompere il canale discendente nemmeno dopo due rialzi consecutivi dei tassi. Anche l'S&P 500 e il Nasdaq non sono riusciti a raggiungere i massimi annuali durante il recente movimento rialzista. Ora utili e prospettive di società europee e statunitensi potrebbero subire ulteriore pressione a causa dei tassi più alti e della necessità di una politica monetaria ancora rigida.

Non escludo che, se la svendita negli USA e l'aumento dei rendimenti proseguiranno, molti economisti rivedranno al ribasso le loro stime, e allora la vendita pre-stagionale in vista della pubblicazione dei risultati trimestrali potrebbe rivelarsi non una rara eccezione, ma uno scenario del tutto prevedibile nelle prossime settimane.

Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 7.679$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 7.698$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 7.718$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 7.656$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 7.633$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 7.607$.