Quando il mercato sale al minimo segnale positivo e resiste alle cattive notizie,è chiaramente dominato dai rialzisti. L'S&P 500 ha chiuso la settimana in tono positivo grazie al calo dei rendimenti dei Treasury e del petrolio, sospinti dalle voci su una possibile proposta iraniana per riaprire lo Stretto di Hormuz. Donald Trump ha detto di aver discusso del conflitto in Medio Oriente con Xi Jinping e si è mostrato fiducioso. Tuttavia, l'avvio della nuova settimana potrebbe non essere altrettanto sereno per gli indici azionari.
L'offerta iraniana di una tregua di sette giorni, volta a consentire a Teheran di aggirare il blocco e riprendere le esportazioni di petrolio, è stata respinta dalla Casa Bianca. L'economia della Repubblica Islamica sta soffrendo per la mancanza di approvvigionamenti, mettendo la sua leadership in una posizione difficile. La situazione in Medio Oriente rimane tesa, il che significa che è probabile che il petrolio Brent e i tassi del mercato obbligazionario riprendano la loro corsa al rialzo, creando vento contrario per l'S&P 500.
Rendimenti dei Treasury e S&P 500
Si suppone che il rialzo dei rendimenti sia negativo per i titoli azionari: le valutazioni fondamentali e le prospettive di profitto si deteriorano a causa dell'aumento dei costi di finanziamento. Allo stesso tempo, tassi di interesse più elevati dirottano capitali dal mercato azionario. Tuttavia, la storia offre numerosi esempi di come l'indice S&P 500 sia rimasto resiliente anche in presenza di rapidi rialzi dei rendimenti dei titoli del Tesoro.
Nel 1994, le obbligazioni subirono un forte calo a seguito degli aumenti dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve sotto la guida di Alan Greenspan. Tuttavia, l'indice S&P 500 si riprese grazie alla convinzione che l'economia fosse solida e in grado di resistere a un'aggressiva stretta monetaria. Nel 1999 i rendimenti risalirono ancora, ma il mercato anticipò la Fed. L'indice azionario generale recuperò le perdite grazie alla forte domanda di tecnologia: il boom delle dot-com permise all'avidità di prevalere sulla paura.
L'attuale situazione è un mix di questi scenari passati: l'economia USA appare solida e può reggere tassi più alti, mentre al posto delle internet company c'è oggi l'intelligenza artificiale. Non sorprende quindi che il Nasdaq Composite stia performando meglio degli altri indici; solo a settembre è in vantaggio di circa 7 punti percentuali rispetto all'S&P 500 ponderato e al Russell 2000.
Divergenza degli indici azionari
Quindi il mercato azionario dispone di argomenti per contrastare anche una stretta monetaria aggressiva. Le vendite dell'S&P 500 dovute ai timori di un aumento del tasso sui fondi federali stanno consentendo agli investitori di acquistare a prezzi scontati le società hyperscaler e altri titoli legati all'intelligenza artificiale.
Dal punto di vista tecnico, sul grafico giornaliero l'S&P 500 si è consolidato al di sopra della parte alta di un canale discendente. È però emerso il rischio di attivazione di un pattern 1-2-3 ribassista. Se i tori riusciranno a mantenere i prezzi sopra il livello 7.690, si consiglia di continuare a puntare sugli acquisti nei ribassi.