I mercati azionari mondiali sono crollati ieri fino ai minimi settimanali, in seguito al repentino balzo dei prezzi del petrolio e alle crescenti aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, che hanno spinto i rendimenti dei titoli di Stato ai massimi pluriennali.
L'indice MSCI All Country World, un importante barometro dei mercati globali, è sceso dello 0,2%, toccando il livello più basso dal 18 settembre, mentre le borse asiatiche hanno perso l'1%. I futures sul Nasdaq 100 hanno lasciato sul terreno lo 0,4%, preannunciando ulteriori ribassi a Wall Street dopo il crollo di lunedì, trainato dal settore tecnologico.
In Asia i rendimenti dei Treasury si sono stabilizzati dopo il sell‑off della sessione di New York. Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è salito di un punto base al 5,25%, dopo aver toccato lunedì il livello più alto dal 2007. Il rendimento dei titoli del Tesoro a 30 anni è aumentato di un punto base al 5,56% e il dollaro si è leggermente rafforzato rispetto alle principali valute.
Il sentiment degli investitori è stato smorzato dal petrolio Brent, che è salito per il secondo giorno consecutivo a causa del venir meno delle speranze di una rapida svolta diplomatica in Medio Oriente. Con la Federal Reserve concentrata sulla componente inflazionistica del suo mandato, è probabile che aumentino le probabilità di un rialzo dei tassi, esercitando pressione sul mercato azionario.
In altri segmenti, l'oro è salito dello 0,3% a 4.130 dollari l'oncia, dopo essere sceso di quasi il 4% lunedì. Le azioni cinesi sono rimaste sostanzialmente invariate dopo che il Paese ha lanciato il segnale più forte finora di voler intervenire più rapidamente per contrastare il rallentamento economico. Il governo ha promesso nuove misure di stimolo.
Gli operatori seguiranno con attenzione il fitto calendario di dati economici statunitensi in arrivo questa settimana per valutare se l'economia sia ancora sufficientemente solida da giustificare ulteriori inasprimenti della politica monetaria da parte della Fed. Martedì sono attesi l'indice di fiducia dei consumatori e il report JOLTS di agosto, seguiti da dati su spesa dei consumatori e inflazione.
Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 7.698$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 7.718$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 7.737$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 7.697$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 7.656$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 7.631$.