Tradizionalmente, i rendimenti obbligazionari e le azioni si muovono in direzioni opposte. L'aumento dei costi monetari solitamente esercita pressione sugli utili aziendali. Eppure il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è salito fino al picco più alto dal 2002, mentre nello stesso giorno il Nasdaq Composite ha aggiornato il massimo storico: sembra che i due vecchi rivali abbiano inaspettatamente iniziato a muoversi all'unisono.
Andamento degli indici azionari
Interactive Brokers ritiene che il boom dell'intelligenza artificiale attenui le preoccupazioni relative al costo del denaro. Se i vantaggi della tecnologia sembrano quasi illimitati, gli investitori non si preoccupano tanto dell'aumento del costo del denaro.
Il rally del settore tecnologico è un fattore rialzista per il mercato azionario. Nvidia ha chiuso per la prima volta da maggio a un nuovo massimo storico, e produttori di chip come Western Digital e Seagate Technology sono tra i leader di crescita dell'S&P 500. La capitalizzazione della "Magnificent Seven" ha raggiunto il record di 24.800 miliardi di dollari, superando il PIL nominale di qualsiasi paese al mondo tranne gli USA.
La società a maggior capitalizzazione al mondo, Nvidia, ha chiuso a un valore record di 5.760 miliardi di dollari, mentre Microsoft si avvicina ai 4.000 miliardi dopo un rialzo dell'1,5% fino al massimo da ottobre dello scorso anno. La crescita è stata ampia: tutti i settori dell'S&P 500 hanno registrato dinamiche positive, tranne uno.
Andamento della curva dei rendimenti negli USA
Anche la trasformazione della forma della curva dei rendimenti sta sostenendo la propensione al rischio. I tassi a breve termine sono recentemente aumentati più rapidamente di quelli a lungo termine, in previsione di una stretta monetaria da parte della Federal Reserve. Dal 23 settembre, il rendimento dei titoli decennali è aumentato di circa 0,2 punti percentuali, mentre quello dei titoli biennali è diminuito. Lo spread si allarga come una molla dopo una lunga compressione, e gli investitori leggono questo sviluppo come segnale di fiducia in una crescita economica sostenuta, non come presagio di recessione.
Il mercato azionario è stato influenzato negativamente dall'aumento del tasso sui fondi federali del mese scorso, dall'aumento dei prezzi dell'energia e da una rinnovata ondata di timori inflazionistici, che ha alimentato una svendita di obbligazioni a livello globale. Gli investitori hanno resistito a questi rischi, scommettendo su solidi profitti aziendali, una robusta spesa dei consumatori e la crescita degli investimenti legati all'intelligenza artificiale.
Tuttavia, non si tratta solo di pura propensione al rischio. Asset Management One ritiene che il rally sia anche guidato da una fuga verso la qualità, simile alla reazione all'aumento dei rendimenti obbligazionari. Secondo la società, i capitali confluiscono negli emittenti dell'S&P 500 con elevata redditività, bassa leva finanziaria e scarsa sensibilità al ciclo economico.
Non mi affretterei a escludere il rally dei giganti tecnologici, ma credere che i benefici dell'intelligenza artificiale siano infiniti somiglia a un'eco della bolla delle dot‑com.
Dal punto di vista tecnico, sul grafico giornaliero l'S&P 500 prosegue il recupero del trend rialzista. I long aperti sopra 7.685 vanno mantenuti e incrementati.