Alla fine della giornata di ieri l'euro aveva inizialmente registrato un lieve rialzo nella sessione asiatica, così come la sterlina, ma poi la pressione sugli asset rischiosi è tornata insieme alla domanda di dollari. A causa della celebrazione del Columbus Day negli Stati Uniti molti mercati erano chiusi e quindi non c'è stata la possibilità di un recupero della domanda su euro e sterlina neppure nella parte finale della giornata. Durante la sessione europea non sono emersi dati fondamentali rilevanti e non c'erano motivi solidi per un apprezzamento dell'euro: il risultato è stato un ritorno della pressione e il test di nuovi minimi mensili.
La situazione in Medio Oriente continua a peggiorare. I flussi petroliferi procedono, ma il mercato resta volatile. L'Iran aveva avvertito che avrebbe attaccato qualsiasi nave che transitasse nello Stretto di Hormuz senza autorizzazione, e dall'inizio di ottobre, secondo UKMTO, lì si sono registrati già nove attacchi. Allo stesso tempo, gli Houthi proseguono le operazioni, e questo fronte oggi è importante almeno quanto Hormuz. Il 4 ottobre, il governo yemenita sostenuto da Riyadh ha lanciato un'operazione su vasta scala per riprendere territori controllati dagli Houthi, riconquistando Al Mukha sulla costa del Mar Rosso. In risposta gli Houthi hanno colpito due aeroporti in Arabia Saudita in due giorni e la coalizione ha dichiarato di aver distrutto 82 obiettivi. Gli Stati Uniti non partecipano direttamente a un contrattacco, ma man mano che i missili balistici minacciano Riyadh la pressione sugli alleati sauditi può aumentare. Ricordo che la dichiarazione di Trump dell'8 ottobre — che gli USA non avrebbero attaccato l'Iran prima del 3 novembre — ha alleviato la tensione solo per un breve periodo, perché non riguarda né gli Houthi né Hormuz.
Tra le dichiarazioni di ieri merita menzione quella della presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack. Per riportare l'inflazione al 2% in tempi ragionevoli, a suo dire, serve una politica restrittiva. In un mercato illiquido a causa delle festività, questo è bastato a dare ulteriore impulso al dollaro. EUR/USD ha così aggiornato i minimi mensili e GBP/USD è quasi tornata al limite inferiore del canale laterale. Hammack ha precisato che non si tratta di una previsione né di un impegno sulla traiettoria futura dei tassi; all'interno del Comitato rimane una posizione più dura. In altre parole, non bisognerebbe attribuire eccessivo peso alle sue parole — e allora perché il mercato ha reagito così? Sospetto che sia dovuto alla scarsa liquidità, che rende qualsiasi dichiarazione intransigente più efficace del solito. Ricordo che Hammack a luglio aveva votato contro il mantenimento dei tassi, e la sua reputazione "falco" amplifica l'effetto delle sue dichiarazioni.
Passando al calendario economico: nella prima parte della giornata uscirà il dato finale sull'indice dei prezzi al consumo della Germania per settembre. La lettura preliminare ha mostrato un aumento dello 0,6%, dopo l'aumento dello 0,2% di agosto. Se i dati venissero rivisti al rialzo, l'euro avrebbe la possibilità di resistere alle pressioni di vendita, poiché l'inflazione elevata rappresenterebbe un segnale importante per la BCE, che prevede di aumentare ulteriormente i tassi, ma non ha fissato tempi precisi. Il tasso flash di settembre dell'eurozona ha già raggiunto il 3,8%, con i prezzi dell'energia al 18,8%. Il mercato si aspetta una pausa il 29 ottobre e un ultimo rialzo a dicembre al 2,75%, quindi una robusta cifra tedesca confermerebbe tale scenario. Non ci sono altre statistiche rilevanti per l'area euro oggi; interverrà il rappresentante BCE Elderson, ma le sue parole difficilmente avranno un impatto decisivo sul Forex.
Negli USA usciranno le richieste settimanali di sussidio, dove è atteso un aumento, e le vendite di case esistenti per settembre con previsione a 3,96 milioni. I discorsi principali negli Stati Uniti saranno tenuti dai membri della Fed Christopher Waller, Thomas Barkin e Susan Collins. Ascolteremo con attenzione se confermeranno la linea dura di Hammack o se, al contrario, manterranno la probabilità di circa il 20% per un rialzo a ottobre — in tal caso il dollaro potrebbe concedere qualche passo indietro. In precedenza, Waller si era dichiarato disposto a sostenere il mantenimento del tasso di interesse a condizione che si continuassero a compiere progressi verso l'obiettivo, Collins aveva definito la politica moderatamente restrittiva e Barkin aveva avvertito che il prezzo da pagare per il tasso attuale doveva ancora essere pagato, quindi il tono di tutti e tre sarebbe stato determinante. Una retorica più dura, al contrario, avrebbe portato a un ulteriore rafforzamento del dollaro e a un calo dell'euro e della sterlina.
Per la coppia EUR/USD, cerco una resistenza a 1,1197 come obiettivo di vendita in caso di falso breakout. Questo sarebbe il motivo per aumentare posizioni corte con obiettivo a 1,1155. La rottura e il consolidamento sotto tale fascia permetterebbero di proseguire al ribasso verso 1,1126; obiettivo più lontano è l'area 1,1097, dove cerco posizioni long in caso di rimbalzo con un movimento di 20-25 pip. Sto considerando posizioni long in caso di ribasso a partire da 1,1155 in caso di falso breakout, e anche da 1,1126 se il consolidamento fallisce. Se i ribassisti non si manifestano intorno a 1,1197 e le medie mobili restano piatte, la coppia probabilmente rimarrà nel canale laterale fino all'uscita del dato d'inflazione USA più importante, prevista per domani. In tal caso posticiperò le vendite fino alla resistenza 1,1238, dove sono possibili posizioni short in caso di falsa rottura, oppure prenderò in considerazione vendite al rimbalzo da 1,1275 con target 20–25 pip.
Per GBP/USD la storia è analoga: restiamo all'interno di un ampio canale laterale 1,3183–1,3282, circa 100 pip. Cerchiamo punti d'ingresso. Sto valutando di vendere prima da 1,3221 in caso di falsa rottura e, se non ci sono segnali di ingresso, mi sposterò verso 1,3240, dove sono possibili posizioni short se la fase di consolidamento fallisce, oppure vendite al rimbalzo da 1,3259 con target 15–20 pip. Cerco posizioni long da 1,3202 in caso di consolidamento fallito. Oppure, dopo consolidamento sopra 1,3221 e breakout con re‑test, potrebbe aprirsi una possibilità di crescita verso 1,3240 e 1,3259. Se non ci sarà nessuno a 1,3202, considererò un rimbalzo da 1,3183 con un movimento di 20-25 pip.
Tendo a ritenere che oggi il mercato cercherà conferme della linea dura nelle parole di Waller, Barkin e Collins, e che fino al dato d'inflazione USA di domani i movimenti resteranno prevalentemente laterali. Azzardo l'ipotesi che, con un tono neutro degli interventi, il dollaro arretri leggermente e che euro e sterlina abbiano la possibilità di un piccolo rimbalzo. Non escludo però che una nuova ondata di tensione attorno a Hormuz o attacchi degli Houthi alle infrastrutture saudite possano riportare la pressione sull'euro prima che il mercato abbia il tempo di metabolizzarla.