Oggi, martedì, i mercati continuano a consolidarsi in vista della pubblicazione dei dati chiave sull'economia statunitense che usciranno domani, mercoledì, e poi giovedì. I più importanti saranno, naturalmente, i numeri sull'inflazione al consumo.
Secondo le previsioni, l'inflazione annua complessiva negli USA per il mese di settembre dovrebbe salire dal 3,4% al 3,6%; con il consenso degli analisti che prevede un aumento ancora maggiore, al 3,7%. L'inflazione core dovrebbe rimanere al 2,4%, con il consenso degli analisti che prevede un aumento al 2,5%. Su base mensile, l'inflazione complessiva dovrebbe aumentare dallo 0,4% allo 0,5%, con il consenso degli analisti che prevede un aumento allo 0,6%. L'inflazione core mensile dovrebbe rallentare dallo 0,3% allo 0,2%. Anche in questo caso, il consenso degli analisti suggerisce un tasso dello 0,2%.
Perché si osserva da due settimane una fase di consolidamento?
Questo perché gli operatori di mercato ritengono che, se l'inflazione negli Stati Uniti dovesse accelerare a settembre, la Federal Reserve potrebbe effettivamente valutare un aumento del tasso di interesse di riferimento il 28 ottobre, al termine della riunione di due giorni.
I futures sui fed funds mostrano con una probabilità dell'80,6% che il mercato si aspetta il mantenimento dei tassi questo mese. Tale convinzione si basa in gran parte sul fatto che il mercato del lavoro resta debole: il mese scorso l'economia statunitense ha creato solo 29.000 posti di lavoro, volumi che in altri Paesi sarebbero normali, ma negli USA sono considerati modesti.
Un altro segnale che sostiene l'ipotesi di pausa è il calo dei rendimenti dei Treasury. Dopo aver raggiunto i livelli di inizio secolo, sono diventati attraenti, stimolando gli acquisti. Ad esempio, il rendimento dei titoli a 2 anni, sensibile alle variazioni dei tassi di interesse, è sceso da un massimo del 4,96% al 4,76% questa mattina. Anche i titoli di stato decennali mostrano un andamento simile.
Cosa succede con i tassi?
Le speculazioni proseguono. Da un lato, si ritiene che i tassi potrebbero essere aumentati non solo a dicembre, ma forse anche questo mese, se l'inflazione dovesse effettivamente impennarsi. Questa possibilità esiste perché un aumento dell'inflazione core, soprattutto su base mensile, potrebbe costringere la Fed a valutare un rialzo dei tassi. D'altro canto, viste le posizioni del presidente della Fed e l'influenza di Donald Trump, l'autorità di regolamentazione potrebbe non aumentare i tassi fino alla fine dell'anno, adottando un approccio attendista. In breve, questo è lo scontro di opinioni sul mercato, che costringe gli operatori a essere prudenti a causa del rischio di sorprese nei dati sull'inflazione al consumo.
Cosa aspettarsi oggi sui mercati?
Ritengo che la fase di consolidamento continuerà e che i movimenti significativi partiranno domani in occasione del rapporto sull'inflazione.
Previsioni del giorno:
#SPX
Il CFD su futures S&P 500 si sta consolidando nel range 7.754,00–7.845,45. Alla luce del report sull'inflazione USA potrebbe rompere al ribasso e scendere inizialmente verso 7.617,00 e poi verso 7.523,05. Un livello di vendita potrebbe essere 7.726,15. Lo stop‑loss suggerito è 7.859,00.
GOLD
Il prezzo spot dell'oro è anch'esso in fase di consolidamento. Un'accelerazione dell'inflazione negli USA potrebbe spingere i prezzi dell'oro verso il basso in virtù di un rafforzamento del dollaro. Un livello di vendita potrebbe essere 4.212,80. Lo stop‑loss suggerito è 4.256,10.