La "Blue Wave" colpisce il dollaro: il trionfo dei democratici metterà l'amministrazione Trump in un vicolo cieco di bilancio

Il dollaro statunitense perde rapidamente terreno, reagendo alle prime sensazionali notizie sulle elezioni di medio termine negli USA. Anche se lo spoglio è appena iniziato, i mercati già puntano sulla «blue wave» — il trionfo del Partito Democratico, che rischia di trasformare gli ultimi due anni della presidenza di Donald Trump in un'era di paralisi parlamentare.

Già all'apertura della sessione asiatica di mercoledì 4 novembre, l'indice del dollaro è crollato fino a un minimo mensile. Secondo il Wall Street Journal, il biglietto verde ha perso circa lo 0,6%. La logica dei trader valutari è semplice e cinica: i democratici che conquistano il controllo della Camera dei Rappresentanti e del Senato significano un blocco di bilancio garantito a Washington.

Qualsiasi spesa pubblica su larga scala o espansione della politica fiscale durante i restanti due anni del mandato di Trump verrà dimenticata. In seguito al crollo del dollaro, anche i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi sono precipitati.

Il catalizzatore delle oscillazioni di mercato è stata la Georgia. Il senatore democratico Jon Ossoff ha ottenuto una vittoria netta sul repubblicano Mike Collins — il candidato appoggiato da Trump. Come rileva Reuters, questa è la prima gara veramente importante per la quale sono stati definiti i risultati finali.

Per i democratici mantenere questo Stato è questione di sopravvivenza ed è la chiave principale per tornare a controllare il Senato. L'equilibrio finale di potere al Congresso si definirà nelle prossime ore, ma i mercati hanno già calcolato la direzione.

Il quadro macroeconomico è eloquente: l'euro e lo yen giapponese guadagnano terreno, mentre i rendimenti dei titoli del Tesoro (sia i due anni a breve termine sia il benchmark a 10 anni) scivolano verso il basso. Questo movimento riflette in parte l'euforia pre-elettorale di ieri, quando dati macroeconomici robusti e incertezza avevano spinto i rendimenti e il dollaro al rialzo. Gli esperti concordano nel ritenere che un cambiamento del controllo del Congresso sarà una doccia fredda per l'agenda economica della Casa Bianca.

I primi titoli e i dati di mercato gridano di una crescente probabilità di una "onda blu". Per il dollaro si tratta di un classico segnale negativo, mentre il mercato dei titoli di stato USA, al contrario, riceverà forte supporto. Gli analisti di ANZ prevedono un "blackout" democratico in entrambe le camere, che limiterà efficacemente le iniziative radicali dell'amministrazione.

Tuttavia non è tutto così scontato. Lin Li di MUFG avverte: sebbene gli appetiti fiscali della Casa Bianca saranno ridotti, le valute asiatiche difficilmente potranno crescere indisturbate contro il dollaro. Guerre commerciali, protezionismo e tariffe restano il dominio del potere esecutivo, e su questo fronte Trump mantiene ancora presa.

Ma esiste un porto sicuro sul mercato? Carol Kong, stratega della Commonwealth Bank of Australia, individua uno scoglio nascosto, ma estremamente pericoloso, nello scenario di una vittoria completa dei Democratici.

"Una vittoria completa dei democratici garantirebbe un ulteriore deprezzamento del dollaro", osserva. "Ma non si può escludere la geopolitica". Trump ha già minacciato di riprendere i bombardamenti sull'Iran subito dopo le elezioni. Qualsiasi escalation in Medio Oriente farebbe impennare i prezzi del petrolio nero, e questo fattore, come noto, potrebbe trasformarsi in un inaspettato salvagente per la valuta americana.