L’utile netto di Xiaomi crolla del 43% a causa dell’aumento dei costi dei chip

La società cinese Xiaomi ha annunciato un calo dell’utile netto del 43% nel primo trimestre 2026. Secondo Reuters, i ricavi complessivi del produttore di elettronica sono diminuiti dell’11%. Il management indica gli elevati costi dei chip di memoria, che hanno inciso significativamente sul core business e sui margini di produzione degli smartphone, come la ragione principale del pessimo risultato finanziario.

Secondo la società di ricerca Omdia, nel periodo di riferimento Xiaomi ha spedito 33,8 milioni di smartphone, il 19% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta del calo più marcato tra i cinque principali marchi mondiali di telefonia mobile, e i ricavi derivanti dalla vendita di telefoni sono scesi del 12,5%. Gli analisti di Counterpoint Research prevedono prospettive di mercato negative per l’intero anno 2026, poiché la carenza di chip di memoria potrebbe protrarsi fino alla fine del 2027 e le tensioni in Medio Oriente stanno smorzando la fiducia dei consumatori.

Parallelamente, Xiaomi ha registrato un calo anche nel settore delle auto elettriche: in tre mesi ha consegnato 80.856 vetture, il 44,3% in meno rispetto al quarto trimestre 2025, sebbene ancora superiore del 6,6% rispetto all’anno precedente. Il mercato russo resta un segmento importante per il marchio: nel 2025 in Russia sono stati acquistati 23,6 milioni di smartphone per un valore complessivo di 574 miliardi di rubli, e Xiaomi, insieme ad Apple e Samsung, figura tra i tre marchi più popolari, con un prezzo medio per dispositivo di 24.300 rubli.