L’espansione globale delle stablecoin si sta trasformando in uno strumento di rigoroso controllo monetario da parte della Casa Bianca. Il governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, ha dichiarato che l’adozione diffusa di token digitali ancorati al dollaro consente di estendere automaticamente la politica monetaria statunitense ai paesi stranieri che utilizzano attivamente questo strumento crypto.
Intervenendo a un forum economico in Croazia, Waller ha spiegato che ogni paese che passa ai pagamenti in stablecoin denominati in dollari impone volontariamente un tasso di cambio fisso. Di conseguenza, tali economie finiscono per importare direttamente tutti i costi e le restrizioni della politica monetaria della Federal Reserve statunitense. Va ricordato che all’inizio del 2025 il funzionario aveva pubblicamente sostenuto le stablecoin, sottolineandone la capacità di rafforzare lo status globale del dollaro, ma aveva anche chiesto regole severe per gli emittenti di criptovalute.
Contemporaneamente Waller ha duramente criticato i progetti di valute digitali delle banche centrali (CBDC), definendo questa idea la soluzione a un problema che non esiste. A suo avviso, le principali banche centrali mondiali hanno di fatto arrestato o congelato lo sviluppo delle proprie criptovalute perché non sono riuscite a trovare una giustificazione economica adeguata.
La posizione del regolatore americano suscita però serie preoccupazioni in Europa. La Banca centrale europea intende ancora lanciare l’euro digitale entro il 2029, con l’obiettivo di proteggere la sovranità monetaria dell’UE. A Bruxelles si teme che, senza una propria valuta digitale, la regione diventi completamente dipendente dai colossi americani dei pagamenti Visa e Mastercard, nonché dalle stablecoin denominate in dollari, la cui diffusione è in rapida crescita.