La BCE constata il fallimento dei tentativi dell’euro di soppiantare il dollaro

L’instabilità della politica commerciale degli Stati Uniti e il protezionismo di Donald Trump nel 2025 non hanno aiutato la valuta europea a contendere il ruolo del dollaro sulla scena mondiale. Secondo un rapporto della Banca Centrale Europea, la quota dell’euro nel sistema valutario internazionale alla fine dell’anno si è attestata intorno al 20%, solo leggermente superiore ai livelli precedenti e 4 punti percentuali al di sotto del picco storico raggiunto a metà degli anni 2000. Nelle riserve globali la quota dell’euro è scesa al 20,2%. A causa delle tensioni geopolitiche, banche centrali e investitori privati hanno preferito acquistare oro. Considerando il forte aumento del prezzo del metallo prezioso, la sua quota nelle riserve globali ha superato per la prima volta sia quella della valuta unica europea che quella dei titoli del Tesoro statunitensi.

La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha osservato che il contesto in evoluzione sottolinea l’importanza di rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, ma ha aggiunto che i politici europei devono passare dalle parole ai fatti. Ha esortato ad accelerare la creazione di un mercato unico dei capitali per sbloccare il potenziale dell’Europa. Un passo importante in tal senso è stato l’accordo tra le sei maggiori economie dell’UE, raggiunto all’inizio di giugno 2026, per l’introduzione di una vigilanza centralizzata sul mercato finanziario.

Nel frattempo, l’euro ha migliorato le proprie posizioni sul mercato del debito. Il volume complessivo di prestiti e obbligazioni emessi in euro ha raggiunto un massimo storico, superando 1,1 trilioni di dollari, pari a circa il 30% del totale mondiale. Le imprese hanno preso a prestito attivamente in euro grazie agli spread ridotti e al boom degli investimenti nel campo dell’intelligenza artificiale. Alphabet, ad esempio, ha raccolto per la prima volta circa 13 miliardi in euro con due operazioni. Inoltre, il volume di emissioni in euro ha superato per la prima volta quello in dollari nel segmento delle “green bond” orientate alla sostenibilità.