Il dollaro è rimasto intrappolato in un movimento laterale a causa di un sentiment globale troppo positivo

Il dollaro statunitense mantiene un supporto fondamentale grazie a solidi dati macroeconomici interni e alla posizione dura della Fed, tuttavia il suo rally globale ha trovato un tetto. Gli analisti di Goldman Sachs rilevano che l’esplosione della propensione al rischio sui mercati globali e l’inaspettata resilienza delle valute estere privano il dollaro dello status di bene rifugio per eccellenza.

La posizione del dollaro statunitense è stata rafforzata da un solido rapporto sul mercato del lavoro di maggio e da robusti indici ISM sull’attività economica. Questi dati hanno confermato le pressioni inflazionistiche, spingendo al rialzo i rendimenti dei titoli del Tesoro e ampliando gli spread sui tassi a favore degli Stati Uniti. Tale predominio è particolarmente evidente rispetto all’Europa, dove le prospettive macroeconomiche restano deboli. Nel frattempo, si è verificata una svolta nel mercato delle materie prime: i progressi nei negoziati di pace fra Washington e Teheran hanno alimentato la speranza di un calo del petrolio, sostenendo così le valute dei paesi importatori di energia.

Gli asset ad alto rendimento dei mercati emergenti hanno ignorato i rischi geopolitici, attirando parte dei flussi di capitale. Lo yuan cinese ha proseguito il suo rafforzamento graduale, che secondo Goldman Sachs sarà più prolungato di quanto previsto dal mercato. Anche lo yen giapponese si è stabilizzato grazie agli interventi valutari di Tokyo e alla minaccia di nuove misure regolamentari. Ne è conseguito l’andamento del dollaro contrastante: l’indice classico DXY, ancorato all’euro, ha guadagnato circa l’1,5% da inizio anno, mentre l’indice del dollaro ponderato per gli scambi commerciali ha registrato un lieve calo.

Nelle prossime settimane, le conseguenze economiche della crisi mediorientale e un’inflazione persistente continueranno a tenere a galla la valuta americana. L’attenzione del mercato si sposta ora sulla retorica della Federal Reserve. Goldman Sachs avverte che il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, potrebbe adottare una posizione molto più rigida di quanto si aspettino gli investitori. Tuttavia, se la statistica macro degli USA non riserverà nuove sorprese, il dollaro resterà intrappolato negli attuali range di trading, creando il contesto ideale per strategie speculative di carry trade.