L’industria tedesca sta cedendo alla pressione dei prezzi esercitata da Pechino. Secondo il Wall Street Journal, per la prima volta la Germania ha iniziato ad acquistare dalla Cina più prodotti ad alta tecnologia di quanti ne esporti.
Il divario tecnologico tra produttori europei e asiatici è ormai quasi scomparso, ma i prodotti cinesi costano la metà. Di conseguenza, le aziende tedesche stanno rapidamente perdendo quote di mercato, trasferendo la produzione in Cina e attuando licenziamenti su larga scala. Ogni mese il settore manifatturiero tedesco perde oltre 10.000 posti di lavoro. Complessivamente, tra febbraio 2022 e l’inizio del 2026 la produzione industriale in Germania è precipitata di circa il 10%.
L’espansione dell’alta tecnologia cinese è il risultato di un programma statale mirato, i cosiddetti «10.000 piccoli giganti», attraverso il quale Pechino ha fornito risorse nelle imprese medie specializzate. La strategia sta già dando i suoi frutti: solo nel corso di quest’anno le esportazioni cinesi verso la Germania sono cresciute del 17%.
Di fronte al rallentamento della principale economia regionale, i paesi europei cominciano a cercare modi per proteggersi. A giugno, le autorità olandesi hanno esortato l’Unione Europea ad esercitare una maggiore pressione economica su Pechino, ispirandosi all’esperienza delle sanzioni statunitensi.