Il Tesoro statunitense e la Fed hanno adottato approcci diversi nella gestione dell'economia e dei tassi di interesse

Il Dipartimento del Tesoro, guidato da Scott Bessent, ha annunciato l'avvio, a partire dal 9 settembre, di un programma di riacquisto di titoli di Stato a lungo termine con l'obiettivo di contenere l'aumento del costo del finanziamento dopo la salita dei rendimenti ai massimi degli ultimi 19 anni. Tuttavia, come riporta il Financial Times, gli interventi diretti del Tesoro potrebbero minare la fiducia degli investitori e complicare sensibilmente l'azione della Federal Reserve nel contrastare l'inflazione.

Le politiche dei due istituti finanziari vanno sostanzialmente in direzioni opposte. Gli acquisti di titoli da parte del Tesoro mirano a ridurre i tassi sui mutui e sui prestiti per stimolare l'attività economica, mentre la leadership della Fed cerca di raffreddare la domanda per riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2% (a luglio tre membri del FOMC avevano già votato per un rialzo del tasso di riferimento). Inoltre, i tentativi di Bessent di aggiustare manualmente i prezzi del debito sovrano contrastano con l'approccio del presidente della Fed, Kevin Warsh, che invita a basarsi sui segnali di mercato e sui dati macroeconomici oggettivi.

Gli esperti segnalano rischi istituzionali crescenti. Krishna Guha, vicepresidente di Evercore ISI, ha evidenziato la preoccupazione degli operatori di mercato e dei regolatori rispetto alla retorica del Tesoro, mentre il professore di Harvard Jason Furman ha messo in guardia dal pericolo del «dominio fiscale» — ossia la situazione in cui la politica monetaria indipendente della banca centrale viene sacrificata alle esigenze del governo di onorare il crescente debito pubblico.