Le sorprese valutarie di Washington costringono l'Europa a prepararsi a nuove turbolenze

I banchieri centrali europei hanno lasciato il simposio economico nel Wyoming con un evidente senso di inquietudine. Le recenti mosse unilaterali del team di Donald Trump hanno spinto l'Europa a dubitare seriamente della stabilità della cooperazione finanziaria transatlantica.

La principale fonte di malcontento è stato l'intervento valutario del Tesoro USA del 1° agosto, volto a salvare lo yen giapponese. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha confermato che, per acquistare yen, le autorità americane hanno venduto euro. I funzionari europei sono rimasti turbati non tanto dall'operazione di mercato in sé, quanto dalla violazione del protocollo diplomatico: Washington ha effettuato una vendita significativa della loro valuta senza il consueto preavviso.

Gli esperimenti di Bessent con il debito pubblico statunitense hanno ulteriormente alimentato le preoccupazioni. Il Tesoro intende aumentare i riacquisti di titoli di Stato a lunga scadenza, presumibilmente finanziandoli tramite emissioni di titoli a breve termine. In Europa questi passi vengono interpretati come la disponibilità della Casa Bianca a comprimere artificialmente il costo del finanziamento. Tra i regolatori cresce il timore che l'amministrazione possa arrivare a fare pressioni sulla Fed per costringerla a comprare bond. Il Tesoro americano respinge tali sospetti, sostenendo che le sue mosse rispondono solo a esigenze tecniche di liquidità.

Nell'ambito di questa crescente imprevedibilità, gli europei hanno iniziato a nutrire dubbi persino sui meccanismi fondamentali di protezione: le linee di swap in dollari della Fed, che garantiscono liquidità globale nei momenti di crisi. Per ora l'ipotesi della loro revoca non è all'ordine del giorno, e il nuovo presidente della Fed Kevin Warsh sta cercando attivamente di ricostruire i ponti con i colleghi stranieri, assicurando che le decisioni politiche della Casa Bianca non comprometteranno l'indipendenza del regolatore americano.