Il Warsh Shadow Rate si è avvicinato ai picchi dei precedenti cicli di inasprimento della Fed

Gli analisti di Citi Research hanno messo a punto uno specifico indicatore denominato “shadow rate di Warsh”, che riflette l'andamento delle condizioni monetarie sulla base dei parametri economici e finanziari che il nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha indicato come prioritari al Simposio di Jackson Hole. Attualmente l'indicatore si trova vicino ai massimi storici tipici dei cicli precedenti di inasprimento monetario. Poiché questo indicatore storicamente anticipa la dinamica dei rendimenti dei titoli del Tesoro a due anni, gli esperti osservano che i mercati stanno legittimamente scontando una probabilità crescente di nuovi rialzi dei tassi di interesse.

L'indice elaborato evidenzia il cambiamento di priorità del regolatore: Warsh ha posto l'accento sull'inflazione core, sulla dinamica della massa monetaria, sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, sulle condizioni finanziarie e sugli indicatori azionari, mentre i tradizionali dati sull'occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls), la crescita salariale e le aspettative di inflazione sono passati in secondo piano. Secondo Citi, i principali indicatori di Warsh indicano attualmente la necessità di un inasprimento della politica monetaria, mentre i parametri secondari mostrano un raffreddamento. Pertanto, il rapporto sull'inflazione di agosto sarà la prova decisiva: una crescita del CPI core dello 0,3% o più renderebbe molto probabile un rialzo a settembre, mentre un incremento dello 0,1% consentirebbe alla Fed di fare una pausa (un aumento dello 0,2% lascerebbe incerta la valutazione dei rischi).

La retorica più dura della Fed complica il compito del Segretario al Tesoro Scott Bessent. I rendimenti dei titoli di Stato sono risaliti, in particolare nella parte a 10 anni, e il balzo dei prezzi energetici ha accentuato la pressione sulla parte lunga della curva, rendendo sempre più difficile mantenere il rendimento dei titoli a 30 anni al di sotto del 5,3%. Inoltre, l'analisi storica di Citi mostra che i mercati reagiscono in modo diverso al riavvio di un ciclo restrittivo: le azioni americane tendono a subire una correzione per circa 50 giorni di negoziazione dopo il primo rialzo dei tassi per poi recuperare, mentre il mercato dei titoli governativi rischia di restare sotto pressione per un periodo molto più lungo.