Il deprezzamento dello yen giapponese dal 2025 avviene quasi esclusivamente di notte. Come hanno rilevato gli analisti di Bank of America, la valuta si svaluta in modo costante solo durante le ore di negoziazione sulle borse di Londra e New York. Mentre Tokyo è attiva, il cambio resta invariato grazie alla solida bilancia dei pagamenti del Giappone.
I principali responsabili della svendita offshore sono stati il boom dell'intelligenza artificiale e l'indecisione della Bank of Japan. Il rally delle società tecnologiche ha spinto gli investitori occidentali a coprire massicciamente i rischi valutari vendendo yen. Allo stesso tempo, i rialzi dei tassi eccessivamente lenti in Giappone hanno reso la valuta locale ideale per speculazioni a basso costo.
La situazione ha cominciato a cambiare solo a luglio, dopo un intervento congiunto valutario di USA e Giappone. Gli investitori hanno cambiato radicalmente atteggiamento: se ad agosto il 60% dei trader scommetteva sul calo dello yen, a settembre la quota dei pessimisti è crollata della metà. Il mercato ha iniziato a credere che la Bank of Japan finalmente accelererà l'inasprimento.
Gli analisti di Bank of America consigliano di puntare su un rafforzamento dello yen. Gli esperti si aspettano che la banca centrale locale effettui tre rialzi e porti il tasso al 2% già entro luglio 2027. Se il dollaro dovesse nuovamente tentare di rompere la soglia di 160 yen, le autorità dovranno mettere mano alle riserve per nuovi interventi. Un'eventuale correzione nel settore dell'intelligenza artificiale, surriscaldato, potrebbe fornire un ulteriore sostegno allo yen, smorzando immediatamente la propensione al rischio a livello globale.