La valuta europea chiude il peggior mese rispetto alla sterlina britannica da luglio 2022. A ottobre, l'euro ha perso oltre il 2%. Il principale fattore alla base del calo è stato il netto contrasto tra l'incombente crisi finanziaria in Francia e l'inaspettata disciplina fiscale nel Regno Unito.
Il primo bilancio del premier britannico Andy Burnham si è mostrato talmente prudente da tranquillizzare pienamente i mercati. Il rendimento dei titoli di Stato decennali (Gilts) è sceso fino a un minimo di 5 settimane, al 5,25%. Gli strateghi di Citigroup hanno prontamente alzato il rating sui titoli britannici, mentre gli analisti della grande società di gestione Legal & General hanno definito Londra «il più responsabile attore» in Europa.
Sull'altra sponda della Manica lo scenario è radicalmente diverso. I tentativi di Parigi di chiudere l'enorme buco di bilancio hanno fatto impennare il costo del finanziamento fino ai massimi degli ultimi 25 anni. Alla vigilia delle elezioni nazionali, la Francia è scossa da proteste di strada causate dall'aumento del costo della vita, e questo caos politico trascina l'euro verso il basso. Gli strateghi di Wells Fargo prevedono che entro fine anno la coppia EUR/GBP possa scendere fino a 0,83.
In Rabobank osservano con ironia che il Regno Unito ha i suoi problemi di bilancio, per i quali la sterlina appare debole rispetto al dollaro. Tuttavia, grazie ai fallimenti finanziari della Francia, perfino l'economia britannica sembra ora agli investitori un'isola di relativa stabilità.