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FX.co ★ L'arrivo di Kevin Warsh alla Fed potrebbe cambiare molte cose

L'arrivo di Kevin Warsh alla Fed potrebbe cambiare molte cose

Mentre il dollaro reagisce nervosamente alle ultime dichiarazioni di Trump sul Medio Oriente, molti esperti ed economisti discutono su come l'arrivo di Kevin Warsh alla Fed, l'18 maggio, potrebbe cambiare la futura politica della banca centrale.

 L'arrivo di Kevin Warsh alla Fed potrebbe cambiare molte cose

Il dibattito si concentra sul tono, nonché sull'accuratezza delle previsioni che la banca centrale potrà ora fornire, in un momento in cui l'economia stessa è estremamente difficile da prevedere. Già durante le audizioni al Senato Warsh ha sottolineato il suo interesse su quanto spesso i funzionari della Fed parlino, affermando che la ricerca della verità è più importante della ripetizione.

Secondo quanto riportato dalla CNN, Warsh propone di introdurre un «nuovo framework» e «nuovi strumenti» di comunicazione, senza però entrare nei dettagli. È però evidente che qualsiasi riduzione di conferenze stampa o l'abbandono delle proiezioni trimestrali (i cosiddetti dot plot) rappresenterebbe un cambiamento significativo per un'istituzione che negli ultimi trent'anni ha costruito la propria reputazione anche sulla trasparenza. L'ex presidente Powell è stato infatti un sostenitore di interventi e conferenze frequenti, che consentivano ai trader di comprendere e analizzare nei dettagli le mosse future del regolatore. Un formato più chiuso e meno frequente difficilmente gioverebbe al mercato.

Loretta Mester, rappresentante della Fed, ha dichiarato in una recente intervista: «Warsh ha ragione riguardo alle previsioni della Fed. È importante non essere vincolati a un unico punto di vista: ecco perché il comitato afferma costantemente che le previsioni non sono un impegno». Tuttavia, sempre secondo Mester, la comunicazione sia una questione di fondamentale importanza. «Ci si rivolge agli operatori di mercato, al pubblico, al Congresso, ma forse c'è l'opportunità di farlo in modo più efficace».

Va inoltre considerato che, dato il contesto in Medio Oriente, le opzioni di Warsh sono limitate. In un recente intervento Warsh ha detto di non essere «vincolato da impegni preconcetti» ad alcuna linea d'azione. Il fattore chiave che influenzerà il suo comportamento sarà tuttavia la durata del conflitto e l'intensità dell'effetto sui prezzi energetici.

Ecco alcuni scenari possibili:

Scenario 1 — «Posizione attendista» (base)

Se gli scontri restano limitati e di breve durata, senza provocare un aumento sostenuto dei prezzi del petrolio, è probabile che Warsh mantenga l'attuale posizione della Fed sui tassi di interesse. Questo è lo scenario base più probabile per la prima riunione del 16–17 giugno: il conflitto aggiunge incertezza su energia e inflazione, rafforzando l'atteggiamento attendista della banca centrale.

Scenario 2 — «Allentamento forzato» (in caso di recessione)

Un conflitto prolungato potrebbe combinare una pressione inflazionistica dovuta all'aumento dei prezzi dell'energia e un indebolimento dell'attività economica, il cosiddetto scenario di stagflazione. In tale contesto alcuni analisti ritengono che Warsh potrebbe sostenere tagli dei tassi più aggressivi per stimolare l'economia, nonostante i rischi inflazionistici. Tuttavia tale scelta incontrerebbe probabilmente resistenze da parte dei membri più «falco» del FOMC (ad es. Lorie Logan o Beth Hammack), rischiando di creare divisioni nel Comitato.

Scenario 3 — «Irrigidimento forzato» (in caso di shock inflazionistico)

Al momento questo è lo scenario più plausibile. Se il conflitto dovesse comportare una prolungata interruzione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz e un vigoroso aumento dei prezzi energetici, la pressione inflazionistica potrebbe diventare critica. In quel caso, la Fed sarebbe costretta a considerare rialzi dei tassi per contenere l'inflazione, anche in presenza di segnali di rallentamento economico. I mercati già prezzano non solo una pausa, ma la possibilità di un rialzo entro fine anno. Uno scenario del genere rappresenterebbe il «peggior incubo» per Warsh, dato che le sue promesse elettorali si concentravano proprio su una politica monetaria espansiva.

Come accennato in precedenza, la prima riunione del FOMC sotto la presidenza di Warsh si terrà il 16 e 17 giugno.

*The market analysis posted here is meant to increase your awareness, but not to give instructions to make a trade
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