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FX.co ★ Doppio colpo per l'euro: il rapporto "da falco" della BCE si scontra con la retorica di Waller e l'escalation nello Stretto di Hormuz

Doppio colpo per l'euro: il rapporto "da falco" della BCE si scontra con la retorica di Waller e l'escalation nello Stretto di Hormuz

Il resoconto dell'ultima riunione della BCE conferma l'intenzione della banca centrale di proseguire con ulteriori aumenti dei tassi, benché i tempi restino incerti. Gran parte della discussione è stata dedicata alla situazione in Medio Oriente: a quel momento la dinamica appariva positiva e attenuava parte delle preoccupazioni della BCE sull'inflazione.

Tuttavia, il quadro complessivo è peggiorato, perché lo shock energetico si è rivelato più duraturo di quanto stimato nelle riunioni di marzo e aprile, e gli effetti indiretti stanno diventando sempre più evidenti e ampi. In ogni caso, il rapporto sottolinea che anche una rapida fine della guerra e la ripresa del traffico prebellico attraverso lo Stretto di Hormuz non basterebbero a fermare l'aumento dei tassi: servirà tempo per riportare l'approvvigionamento energetico alla normalità e ricostituire le scorte, il che manterrà pressioni rialziste sull'inflazione.

 Doppio colpo per l'euro: il rapporto "da falco" della BCE si scontra con la retorica di Waller e l'escalation nello Stretto di Hormuz

Il Brent è già risalito verso gli 85$ al barile; USA e Iran si scambiano colpi, il memorandum firmato in precedenza viene ignorato da entrambe le parti e non è più in vigore. In questo contesto, un rialzo dei tassi della BCE a settembre appare piuttosto probabile, e temporalmente coinciderà all'incirca con l'atteso rialzo atteso dalla Fed, il che potrebbe aiutare l'euro a restare sui livelli attuali e a non indebolirsi ulteriormente rispetto al dollaro. Tuttavia, in ogni caso, l'euro è nuovamente sotto crescente pressione.

A esercitare ulteriore pressione sull'euro sono i commenti del rappresentante della Fed Waller, che lunedì ha affermato che se dovesse vedere un altro dato elevato sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) oggi, il FOMC dovrà valutare una stretta monetaria "nel breve termine". I tassi reali sul dollaro sono saliti e i mercati valutano ora la probabilità di un rialzo Fed a luglio intorno al 43%, rispetto a circa il 30% precedentemente. Questo cambiamento nel sentiment di mercato favorisce l'ulteriore rafforzamento del dollaro.

Il posizionamento speculativo sull'euro è neutrale: la posizione netta è vicina allo zero, il prezzo di regolamento si mantiene sotto la media di lungo periodo e la probabilità di un'inversione rialzista è diminuita.

 Doppio colpo per l'euro: il rapporto "da falco" della BCE si scontra con la retorica di Waller e l'escalation nello Stretto di Hormuz


Il rapporto dell'ultima riunione della BCE e l'attuale situazione geopolitica delineano un quadro misto, ma nel complesso ribassista per l'euro. Lunedì EUR/USD ha aperto in calo, ma per ora resta sopra il supporto a 1,1353. I mercati non sono ancora in grado di valutare l'entità della minaccia geopolitica: gli scambi di colpi tra USA e Iran potrebbero segnalare l'inizio di una nuova escalation su larga scala o tentativi ad hoc di rafforzare la propria posizione negoziale. In ogni caso, una completa chiusura del traffico nello Stretto di Hormuz non sarebbe positiva per l'euro, perché implica una crescita dei rischi inflazionistici e una minaccia per il settore manifatturiero. Non si esclude un'ulteriore ondata di calo dell'euro, come avvenuto nella fase attiva del conflitto a febbraio, se le parti non smetteranno gli scambi di attacchi e non torneranno a un confronto negoziale. Una seconda ondata di escalation intensificherebbe fortemente i timori di una crisi economica globale. Prevediamo una discesa di EUR/USD verso il supporto a 1,1128.

*The market analysis posted here is meant to increase your awareness, but not to give instructions to make a trade
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