Chi non risica non rosica. Ma a volte il coraggio si paga con perdite e i giocatori restano comunque al tavolo. L'S&P 500 ha annullato i guadagni iniziali e ha chiuso in rosso: il ribasso di Apple e Tesla ha prevalso sui progressi degli altri titoli. Otto degli undici settori dell'indice hanno registrato un calo, guidati da sanità e materiali, mentre tecnologia ed energia sono rimasti stabili.
Andamento degli indici azionari

La pausa estiva si è fatta sentire: il volume degli scambi è stato inferiore di circa il 20% rispetto alla media degli ultimi 30 giorni. Nel frattempo, la versione a ponderazione uguale dell'S&P 500 è scesa dello 0,5%, e il numero di titoli in ribasso è stato quasi il doppio di quello dei titoli in rialzo. L'ampiezza del mercato si sta indebolendo dietro la facciata dei record dei produttori di chip.
Gli investitori sono agitati dalla competizione nell'IA. Alibaba ha presentato il modello Qwen3.8 Max da 2,4 trilioni di parametri, definendolo secondo solo a Fable 5 di Anthropic. La reazione del mercato è stata contenuta, a differenza del crollo di venerdì seguito all'annuncio di Kimi K3 di Moonshot AI. Secondo Citi Research, il successo a lungo termine richiederà ingenti risorse e una base di clienti fedeli, e aziende come Alibaba possiedono tutte le capacità per raggiungere questo obiettivo.
Dietro la facciata però si sta formando qualcosa di più preoccupante. Secondo Goldman Sachs, gli hedge fund stanno vendendo azioni tecnologiche a ritmi record: sono stati venditori netti del settore per sei delle ultime otto settimane, con un calo cumulativo di quasi il 10%, il maggiore in oltre un decennio di raccolta dati. Gli analistii parlano già di segnali di capitolazione.
Ai rischi interni si aggiunge la geopolitica: la tensione protratta attorno all'Iran potrebbe spingere il petrolio al rialzo e riaccendere timori inflazionistici, con conseguenti discorsi sul possibile inasprimento della Fed.
Dinamica della quota delle posizioni short sugli indici azionari

È significativo che le scommesse ribassiste abbiano raggiunto il picco proprio durante il rally: l'S&P 500 è salito del 18% dalla fine di marzo. La quota delle posizioni corte sull'indice si è avvicinata al record del 3,79% del totale delle scommesse, secondo S3 Partners, mentre sul Russell 3000 ha toccato il record del 6,3%. I ribassisti resistono e ora vengono premiati: le preoccupazioni sul ritorno degli investimenti nell'IA e la concorrenza con la Cina hanno spinto l'S&P 500 al ribasso dell'1,6% in una settimana, nonostante le loro scommesse siano state in perdita per tutto l'anno.

Gli investitori si preparano a una settimana intensa di cinque giorni dedicata alla pubblicazione degli utili, con Alphabet, Tesla, IBM e Intel che dovranno dimostrare se i loro risultati sono in linea con le aspettative gonfiate. I dati macroeconomici sono scarsi e i membri della Fed mantengono il silenzio in vista della decisione sui tassi del 29 luglio. Chi avrà la meglio: i "tori" che hanno spinto l'indice del 18% o gli "orsi" con posizioni short record? La risposta probabilmente arriverà dalla stagione degli utili.
Dal punto di vista tecnico, il grafico giornaliero dell'S&P 500 continua ad attaccare i supporti dinamici rappresentati dalle medie mobili. Un eventuale superamento di questo livello aumenterebbe il rischio di una correzione e fornirebbe un pretesto per vendere in caso di breakout a 7.425.
