
Donald Trump ha spostato l'attenzione dalla guerra in Medio Oriente alla Fed, alle elezioni del Congresso e alla guerra commerciale. L'autunno 2026 è cominciato con Washington che ha imposto dazi del 50% sulle importazioni canadesi. Ottawa ha risposto subito con dazi del 50% sui prodotti statunitensi. Washington si è irritata per quella «sfacciataggine» di Mark Carney e del «51° Stato» e sta preparando misure di ritorsione. Ci si chiede dunque: ha senso che la Fed alzi i tassi se qualsiasi effetto sull'inflazione viene subito annullato da Trump stesso e dalle sue politiche?
Ricordo che il presidente non considera l'inflazione americana così alta da giustificare un intervento deciso e non capisce perché combatterla: secondo lui l'economia corre, l'America è inondata di liquidità grazie agli accordi commerciali di Trump, ai dazi e ai ricavi dalle vendite di petrolio e gas a prezzi elevati. Ma la Fed, gli economisti e il buon senso la pensano diversamente: l'inflazione non è soltanto alta, potrebbe accelerare sensibilmente già questo autunno. Se l'indice dei prezzi al consumo era al 4,2% quando il petrolio veniva scambiato fra 100–120$ al barile, cosa aspettarsi ora che il Brent sta a 110$?
Tornando alla «guerra di Trump» in Iran, che il presidente sostiene di aver già vinto una trentina di volte. Secondo le ultime informazioni provenienti dallo Studio Ovale, la situazione è sotto controllo, i prezzi del petrolio e del gas scenderanno molto presto e Washington dichiarerà una vittoria finale e schiacciante subito dopo le elezioni di metà mandato. Questa è la versione di Trump, il quale sostiene che Teheran stia deliberatamente prendendo tempo fino alle elezioni, contando su una sconfitta repubblicana. A nostro avviso, i repubblicani perderanno comunque almeno una delle due camere del Congresso. Tuttavia, Trump ha deciso di tutelarsi contro questa eventualità ed è pronto a dare agli elettori 5.000$ «per il voto giusto» alle elezioni. A noi resta solo osservare la nuova puntata di questa «commedia americana» — a quanto pare il risultato elettorale si può legalmente comprare.
Secondo le stime degli esperti, la guerra nel Golfo è già costata all'America 38 miliardi di dollari, e la principale conseguenza della campagna è la carenza di alcuni tipi di armi. Per ricostituire certe scorte di missili serviranno almeno 5 anni. Ogni mese di guerra costerà dai 2 ai 3 miliardi di dollari in più rispetto al precedente. Tutte queste informazioni sono state presentate apertamente a più riprese dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, che però si è rifiutato di leggere il testo preparato per la Casa Bianca. Trump, dal canto suo, nega che esista un problema di scorte e dice che l'America ha «armi illimitate». Pare che il termine «infinito» abbia finalmente assunto contorni ben visibili nel nostro universo limitato e misero.
Raccomandazioni di trading su EUR/USD:
La coppia EUR/USD continua la tendenza rialzista sul timeframe a 4 ore, che potrebbe segnare l'inizio di un nuovo impulso rialzista sui timeframe più lunghi. Il contesto fondamentale globale per il dollaro resta negativo, ma nel 2026 prima la geopolitica e poi la politica monetaria restrittiva della Fed hanno fornito un forte supporto alla valuta statunitense. Tuttavia oggi questi fattori non fungono più da sostegno. Con il prezzo sotto la media mobile è possibile considerare posizioni short su base correttiva con target 1,1489 e 1,1475. Con il prezzo sopra la media mobile posizioni long rimangono rilevanti con target 1,1658 e 1,1719.
Raccomandazioni di trading su GBP/USD:
La coppia GBP/USD mantiene la tendenza rialzista. La politica di Trump continuerà a gravare sull'economia USA, quindi non ci aspettiamo un rafforzamento strutturale del dollaro nel lungo periodo. Il 2026 è stato finora positivo per il dollaro a causa della geopolitica, ma ogni storia ha una fine. Sul grafico settimanale, la fase laterale tra 1,3150 e 1,3780 si mantiene all'interno di un trend rialzista quadriennale, suggerendo una crescita continua per la valuta britannica nel medio termine. Long con target 1,3550 e 1,3611 sono considerabili se il prezzo rimane sopra la media mobile; con il prezzo sotto la media si può lavorare short con target 1,3387 e 1,3367.
Spiegazioni alle illustrazioni:
Canali di regressione lineare: aiutano a determinare la tendenza attuale. Se vanno entrambi nella stessa direzione, allora la tendenza è forte.
Linea della media mobile (impostazioni 20.0, smoothed): determina la tendenza a breve termine e la direzione in cui conviene fare trading ora.
I livelli di Murray sono livelli target per movimenti e correzioni.
Livelli di volatilità (linee rosse): il probabile canale di prezzo in cui la coppia trascorrerà le prossime 24 ore, in base agli indicatori di volatilità correnti.
Indicatore CCI: il suo ingresso nell'area di ipervenduto (sotto -250) o nell'area di ipercomprato (sopra +250) significa che si sta avvicinando un'inversione di tendenza nella direzione opposta.

