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FX.co ★ Il mercato è ormai stanco di credere alle parole senza fatti

Il mercato è ormai stanco di credere alle parole senza fatti

I prezzi del petrolio sono leggermente calati in seguito alla notizia che i negoziatori statunitensi e iraniani stanno valutando la possibilità di un accordo graduale che preveda l'apertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran.

Il benchmark globale Brent è sceso sotto i 106 dollari al barile dopo essere salito di oltre il 7% nei due giorni precedenti, mentre il WTI si è attestato intorno ai 93 dollari. Entrambi i Paesi, che non sono riusciti a raggiungere accordi simili negli ultimi mesi, hanno cercato una svolta a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ma al di là delle parole, i fatti non si sono ancora concretizzati.

 Il mercato è ormai stanco di credere alle parole senza fatti

Oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran ha presentato a Washington una nuova proposta di sette giorni per l'apertura dell'Hormuz a certe condizioni. Il fatto che sia stato indicato un orizzonte temporale concreto — sette giorni — distingue questa iniziativa dai precedenti round negoziali e spiega perché il mercato abbia reagito con un calo marcato dei prezzi, anziché con una semplice ondata di cauto ottimismo.

Vorrei ricordare che il Brent è aumentato di oltre il 70% dall'inizio dell'anno, alimentando le pressioni inflazionistiche; è proprio questo contesto che fa sì che qualsiasi movimento verso la de‑escalation venga scontato rapidamente dal mercato. Senza cambiamenti sostanziali il Brent probabilmente rimarrà nella fascia tra i 100 e i 110 dollari, mentre un accordo graduale e convincente potrebbe riportare rapidamente il prezzo sotto i 100 dollari, e un'ulteriore interruzione nella catena di esportazione o logistica riporterebbe il prezzo a quota 120 dollari.

Per quanto riguarda il breve termine, nonostante il calo dei futures a breve termine di venerdì, il petrolio rimane sulla buona strada per un rally questa settimana, poiché diversi indicatori ampiamente seguiti continuano a segnalare serie preoccupazioni sull'offerta a breve termine. Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso. La Repubblica Islamica insiste sul controllo sovrano dello stretto, attraverso il quale transita circa un quinto delle spedizioni giornaliere mondiali di petrolio e gas naturale in tempo di pace, mentre gli Stati Uniti affermano che lo status della rotta non deve cambiare, pur mantenendo il blocco dei porti iraniani.

A mio avviso, la proposta di sette giorni dell'Iran e il contemporaneo rafforzamento della presenza militare francese e britannica nella regione mostrano che i percorsi diplomatico e militare si stanno sviluppando in parallelo, non in sequenza, e ciò rende il mercato particolarmente prudente nel valutare il reale progresso. Non escludo che, in assenza di conferme concrete dell'accordo entro la settimana, il Brent possa tornare a testare il limite superiore della fascia dei 110 dollari, mentre l'effettivo avvio di un accordo graduale potrebbe spingere rapidamente il prezzo al limite inferiore di circa 100 dollari.

 Il mercato è ormai stanco di credere alle parole senza fatti

Dal punto di vista tecnico, per gli acquirenti è importante conquistare la resistenza immediata a 96$. Questo permetterebbe di puntare a 100$, livello oltre il quale la rottura sarebbe piuttosto difficile. Target più ambizioso: area 104$. Se il petrolio dovesse scendere, i ribassisti tenteranno di prendere il controllo di 92$. Se ciò dovesse accadere, la rottura del range infliggerebbe un duro colpo alle posizioni long e potrebbe spingere il petrolio verso il minimo a 89$, con prospettiva di calare fino a 87$.

*The market analysis posted here is meant to increase your awareness, but not to give instructions to make a trade
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