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FX.co ★ AUD/USD: fiducia delle imprese crolla, crescono le attese d'inflazione

AUD/USD: fiducia delle imprese crolla, crescono le attese d'inflazione

Il sondaggio mensile NAB ha registrato una flessione dell'indice di fiducia delle imprese di 4 punti a -13 a settembre, il terzo calo consecutivo. Il livello -13 è estremamente raro nella storia del sondaggio: al di fuori delle crisi globali del 2008 e della pandemia valori simili praticamente non si sono osservati. Il pessimismo si è diffuso in quasi tutti i settori: la fiducia è scesa in otto dei dieci comparti, segnale di un cambiamento sistemico nel sentiment imprenditoriale.

Le condizioni economiche sono rimaste a -1, invariate rispetto ad agosto, ma la struttura dell'indicatore è peggiorata. Un lieve recupero delle condizioni commerciali e della redditività è stato totalmente annullato dal calo dell'occupazione di 3 punti fino al minimo in cinque anni. È il primo campanello d'allarme che la debolezza nei profitti e nella fiducia si sta già traducendo in decisioni di assunzione.

 AUD/USD: fiducia delle imprese crolla, crescono le attese d'inflazione


Finora, mentre le imprese perdono fiducia, i consumatori si aspettano un'accelerazione dei prezzi. L'indice delle aspettative d'inflazione del Melbourne Institute a ottobre è balzato al 5,3% da 4,9% nei due mesi precedenti, molto al di sopra dell'intervallo‑obiettivo della RBA del 2–3%, a indicare che la psicologia inflazionistica non solo è intatta, ma si sta addirittura rafforzando.

Il divario tra le attese delle famiglie e i dati effettivi diventa sempre più evidente. A settembre l'indice TD‑MI ha mostrato un aumento mensile dei prezzi di appena lo 0,3% contro le attese dello 0,5%, fornendo al mercato motivo di sperare in un alleggerimento delle pressioni inflazionistiche. Tuttavia le aspettative dei consumatori hanno ignorato questo segnale e hanno continuato ad aumentare. Il comportamento suggerisce che le famiglie incorporano nelle loro scelte non i dati correnti, bensì i timori sul futuro — in particolare legati ai prezzi energetici.

Dopo il quarto rialzo dei tassi al 4,60% alla fine di settembre, il mercato cerca di capire se il ciclo di inasprimento sia concluso. La risposta resta incerta e le maggiori banche sono divise. Westpac e ANZ propongono un rialzo fino al 4,85% a novembre — Westpac lo considera scenario base «se il conflitto in Medio Oriente non si risolve o i costi energetici non scendono». CBA definisce la decisione «finemente bilanciata», mentre NAB ritiene che il board potrebbe avere già finito il ciclo di inasprimento, interpretando l'accento del governatore Bullock sull'occupazione come un segnale di priorità al rischio sul mercato del lavoro.

La posizione della RBA, secondo i verbali della riunione, rimane ferma. Il consiglio direttivo è stato unanime nel sostenere il rialzo e ha espresso preoccupazione sul fatto che l'inflazione possa restare troppo alta troppo a lungo. Nota importante: la RBA ha citato esplicitamente il tasso di cambio come argomento a favore dell'inasprimento. Il consiglio ha osservato che astenersi da un aumento potrebbe indebolire il dollaro australiano e, tramite quel canale, allentare le condizioni finanziarie — scenario che ostacolerebbe il raggiungimento dell'obiettivo d'inflazione. In altre parole, la debolezza dell'AUD è ora vista ufficialmente come una ragione per aumentare i tassi, non soltanto come una conseguenza.

Le prospettive per l'economia australiana appaiono moderatamente negative. NAB prevede una crescita del PIL pari all'1,4% nel 2026 e l'1,6% nel 2027, dunque sotto la tendenza, con un miglioramento graduale fino all'1,8% solo nel 2028. Un periodo così prolungato di crescita al di sotto del potenziale si traduce in un graduale aumento della disoccupazione, che secondo le stime di NAB raggiungerà circa il 5% entro il 2028.

Fitch ha avvertito che il pagamento degli interessi sul debito pubblico raggiungerà il 6,9% delle entrate statali nell'anno fiscale 2027, il valore più alto tra tutti i paesi con rating AAA.

La posizione netta short sull'AUD è aumentata nella settimana di reporting di ben 2,47 miliardi, fino a -6,88 miliardi: il posizionamento speculativo appare con convinzione ribassista e il fair value continua a scendere.

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AUD/USD si sta correggendo al rialzo dopo il minimo a 0,6907: partiamo dall'ipotesi che la correzione sia limitata e che si esaurisca in prossimità della resistenza 0,7033 o 0,7073 (quest'ultima meno probabile). L'obiettivo principale rimane il supporto a 0,6866: la sua perdita aumenterà la pressione ribassista e incrementerà la probabilità di uscita dall'ampio intervallo in cui la coppia si trova dall'inizio dell'anno.

La dinamica di breve termine dipenderà dall'esito della riunione RBA di novembre. Se il board dovesse alzare ancora i tassi al 4,85%, l'AUD potrebbe ottenere un sostegno temporaneo, ma la sua tenuta sarebbe limitata dai fondamentali deteriorati. Se invece la RBA dovesse fare una pausa, il dollaro australiano probabilmente tornerebbe sotto pressione, perché il mercato prezzerebbe la fine del ciclo di inasprimento.

*The market analysis posted here is meant to increase your awareness, but not to give instructions to make a trade
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