
Per un curioso colpo di scena, quando Washington ha deciso di lanciare la sua rete di sanzioni contro la cinese Huawei, questa società non solo ne è uscita indenne, ma ha annunciato con orgoglio profitti eccezionali. Sì, proprio così nel 2023, quando molti trepidavano all'idea delle sanzioni, Huawei annunciò quasi casualmente: "Abbiamo 12 miliardi di dollari di profitti netti, non vorreste dare un'occhiata?" E tutto questo mentre "Interfax" scrutava con curiosità ogni riga del loro bilancio finanziario.
Ma non è finita qui! Il loro fatturato è aumentato del 9,6%, e nel settore dei servizi cloud è addirittura salito del 22%. Sembra che la vendita di elettronica di consumo e servizi cloud per Huawei sia un gioco da ragazzi. E così, il gigante tecnologico cinese è di nuovo in vetta, nonostante gli americani abbiano tagliato i rifornimenti dei loro prodotti negli Stati Uniti. "Nessun problema", disse Huawei e invece annunciò una rinascita della produzione nazionale di chip. Come se volessi dire che la migliore difesa sia il contrattacco.
E poi, come in un film, una svolta nella trama: Huawei inizia a rallentare la produzione dei suoi smartphone Mate 60, perché, vedete, i chip per l'intelligenza artificiale richiedono più attenzione. Reuters allude che la società ha deciso di concentrarsi sullo sviluppo dei propri chip Ascend IA e Kirin, probabilmente per dare filo da torcere agli iPhone. E persino l'amministrazione statunitense inizia a chiedersi se non abbiano commesso un errore, dando a Huawei l'occasione per un tale trionfo. Ecco una storia piena di ironia e sarcasmo, su come non solo si sopravvive alle sanzioni, ma si prospera, dimostrando che le restrizioni sono solo un'occasione per nuovi successi.
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