
I prezzi globali del petrolio hanno registrato un forte balzo all’apertura delle contrattazioni asiatiche di lunedì. I mercati stanno scontando un premio per il rischio record dopo la vasta operazione militare congiunta degli USA e di Israele contro l’Iran. I contratti futures sul Brent hanno aperto in rialzo del 13%, raggiungendo i 82.0$ al barile, per poi registrare una lieve correzione.
Una serie di attacchi sferrati nel fine settimana ha causato la morte di centinaia di persone, tra cui la Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Khamenei, e diversi alti funzionari. Teheran ha risposto con massicci attacchi missilistici contro Israele e obiettivi in Bahrein, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Una minaccia diretta alle forniture è emersa dagli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del consumo petrolifero mondiale. Gli analisti di ANZ osservano che l’escalation del conflitto verso attacchi alle petroliere aumenta significativamente la probabilità di una carenza a lungo termine.
In una riunione di emergenza tenutasi domenica, i paesi dell’OPEC+ hanno concordato di aumentare la produzione di 206.000 barili al giorno. Gli esperti ritengono che questa misura compensi solo in parte le potenziali perdite derivanti da un conflitto su vasta scala tra Washington e Teheran. Intanto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato domenica sera il proseguimento della campagna militare nei prossimi giorni, avvertendo di perdite inevitabili tra le forze armate statunitensi.