
La capitalizzazione di mercato di Bitcoin (BTC) è diminuita di oltre 1 trilione di dollari durante la vendita, la più grande dal crollo di FTX. Nonostante il prezzo dell’asset sia quasi dimezzato rispetto al massimo di 126.000$ registrato nell’ottobre 2025, la base istituzionale del mercato resta stabile. Il calo attuale non ha provocato fallimenti di grandi piattaforme, e borse e banche continuano a operare normalmente.
Gautam Chugani, analista di Bernstein, ha confermato l’assenza di rischi sistemici nel ciclo in corso: «Non si è verificato alcun crollo, non ci sono scheletri nell'armadio», ha sottolineato, mantenendo la previsione di un rally del BTC fino a 150.000$ nel 2026. Le società quotate e gli ETF controllano oggi il 12% dell’emissione dell’asset, il che limita le vendite di panico grazie alla concentrazione di monete in mani di investitori a lungo termine.
Gli afflussi netti negli ETF spot su Bitcoin dal 2024 hanno raggiunto 56 miliardi di dollari, mentre il recente deflusso è stato pari a solo il 6% del totale degli asset. Il fondo iShares Bitcoin Trust (IBIT) gestito da BlackRock mantiene una posizione dominante, continuando ad attrarre liquidità nonostante la volatilità. La sua infrastruttura avanzata consente alle istituzioni finanziarie di incrementare istantaneamente le posizioni al variare del sentiment del mercato.
Circa il 45% dei detentori dell’asset è in perdita, segnalando una depressione del mercato. Tuttavia, le banche statunitensi accelerano il lancio di servizi di criptovaluta, ampliando l’accesso per milioni di clienti retail. LLa prontezza delle basi tecniche per scalare le operazioni rimane fondamentale per la ripresa della capitalizzazione nel breve termine.