
La valuta nazionale indiana ha aggiornato il minimo record, attestandosi a 95,63 rupie per dollaro USA il 13 maggio 2026. I principali fattori alla base della svalutazione sono i prezzi mondiali dell’energia instabili, l’intensificarsi delle tensioni geopolitiche e il netto peggioramento del sentiment tra gli operatori finanziari globali.
Il cambio della rupia mostra un calo costante: l’11 maggio 2026 ha raggiunto 95,31 per dollaro, poi la discesa si è accelerata. La pressione sul settore finanziario è aumentata dopo le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump sulla fragilità dell’attuale processo di pace in Medio Oriente. Trump ha detto che la tregua raggiunta è «appesa a un filo». I timori di una nuova ondata di escalation spingono i grandi investitori a rivedere le proprie posizioni nei mercati emergenti e a spostare capitali verso beni rifugio.
Il primo ministro indiano Narendra Modi si è rivolto ufficialmente alla popolazione invitando a misure di austerità per preservare le riserve valutarie statali. Il capo del governo ha raccomandato ai cittadini di ridurre drasticamente gli acquisti di oro, limitare il consumo di carburante importato e rinunciare ai viaggi non essenziali all’estero. Contemporaneamente agli appelli del governo, si è intensificato un deflusso di capitali: gli investitori privati indiani hanno già trasferito oltre 2,2 miliardi di dollari in titoli esteri. L’ampio trasferimento di fondi all’estero e la perdita di fiducia negli asset locali stanno esercitando una pressione critica sulla bilancia dei pagamenti del paese in un contesto di instabilità globale.
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