
L'economia dell'eurozona crescerà più lentamente e i prezzi più rapidamente di quanto previsto. A questa conclusione sono giunti i partecipanti all'ultimo sondaggio dei professionisti forecaster della Banca Centrale Europea (BCE) per il terzo trimestre 2026. Lo studio, che ha raccolto le stime di 53 esperti europei a luglio, ha rilevato un peggioramento delle aspettative macroeconomiche.
Gli analisti hanno rivisto significativamente al ribasso le previsioni di crescita del PIL reale. Nel 2026 si prevede ora un'espansione dell'economia pari solo allo 0,6%, ossia 0,4 punti percentuali in meno rispetto alla stima precedente. La previsione per il 2027 è stata anch'essa ridotta, fino all'1,2%. Per il 2028 le aspettative rimangono all'1,3%, mentre le prospettive di crescita a lungo termine fino al 2031 sono state riviste al ribasso fino a un modesto 1,2%.
Parallelamente gli esperti hanno aumentato le stime di crescita dei prezzi. L'inflazione complessiva è attesa al 2,7% nel 2026 per poi scendere al 2,2% nel 2027 (revisione al rialzo di 0,1 punti percentuali). L'inflazione core, al netto dei prezzi volatili di alimentari ed energia, raggiungerà il 2,4% nel 2026, cioè 0,2 punti percentuali in più rispetto alle precedenti valutazioni. Si prevede che le pressioni inflazionistiche tornino all'obiettivo del 2,0% solo nel 2028. Gli analisti valutano che il bilancio dei rischi per l'inflazione quest'anno sia orientato al rialzo.
Anche il mercato del lavoro dà segnali di lieve raffreddamento. Le previsioni di disoccupazione per il 2027 e il 2028 sono state alzate di 0,1 punti percentuali. Gli esperti stimano che il tasso di disoccupazione si attesterà al 6,3% nei prossimi due anni, per poi scendere gradualmente al 6,2% nel 2028 e al 6,1% nel lungo periodo.
Gli analisti hanno inoltre valutato separatamente l'impatto della guerra in Medio Oriente sull'economia europea. Secondo loro, gli effetti macroeconomici indiretti e secondari del conflitto resteranno limitati e si esauriranno prevalentemente nel corso del 2026.
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