
Gli analisti di Citi Research hanno sviluppato un indicatore apposito, lo “shadow rate di Warsh”, per quantificare la retorica aggressiva del nuovo presidente della Fed. Dopo il duro intervento di Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole, i mercati si sono trovati di fronte alla concreta minaccia di un improvviso aumento dei tassi già a settembre.
La nuova metrica di Citi si basa esclusivamente su quegli indicatori finanziari che Warsh ha indicato come prioritari. Il governatore della banca centrale americana ha radicalmente cambiato il suo focus: oggi la Fed guarda all'inflazione core, alla massa monetaria e agli indici azionari. Allo stesso tempo, sono state messe in secondo piano i classici indicatori di allentamento monetario, come la crescita salariale, le aspettative di inflazione e la creazione totale di posti di lavoro. Secondo Citi, gli indicatori preferiti da Warsh si trovano attualmente ai massimi storici e impongono, di fatto, una stretta monetaria.
Il destino della riunione Fed di settembre dipende ora interamente dal report sull'inflazione di agosto. Gli economisti di Citi osservano che se l'indice core dei prezzi al consumo (CPI) dovesse crescere dello 0,3% o più, un aumento dei tassi diventerebbe praticamente inevitabile. Un modesto incremento dello 0,1% offrirebbe invece al mercato una tregua temporanea.
Un possibile inasprimento della politica monetaria crea un serio mal di testa per il Segretario al Tesoro Scott Bessent. I segnali hawkish di Warsh hanno già innescato una vendita massiccia di titoli di Stato. Gli analisti avvertono che, in caso di rialzo a settembre, sarà estremamente difficile mantenere il rendimento dei titoli di Stato statunitensi a 30 anni al di sotto della soglia critica del 5,3%, soprattutto in un contesto di prezzi del petrolio in aumento.
La statistica storica di Citi delinea uno scenario chiaro per gli investitori. Se i tassi vengono alzati, tradizionalmente le azioni USA subiscono una correzione che dura circa 50 giorni di trading prima di recuperare le perdite. Il mercato dei titoli governativi, invece, risponde alle mosse della Fed con una discesa più profonda e prolungata.
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