
Lo yen giapponese ha proseguito il suo rapido rally l'8 settembre, guadagnando momentaneamente circa l'1% e salendo a 152,89 yen per dollaro, avvicinandosi così al massimo annuale di 152,1 yen. Come riporta Bloomberg, il guadagno complessivo di circa il 4% da inizio mese indica che la valuta giapponese è passata a un apprezzamento organico: se l'inversione iniziale del trend era stata favorita dal primo intervento congiunto delle autorità finanziarie giapponesi e statunitensi in 15 anni, l'attuale dinamica rialzista si sta sviluppando ormai senza interventi diretti dei regolatori. Di conseguenza, a settembre lo yen ha registrato la performance migliore tra le principali valute mondiali, superando completamente lo status di outsider di mercato.
L'ampio trend di rafforzamento conferma il costante interesse degli investitori per la valuta giapponese: lo yen si è apprezzato non solo contro il dollaro USA, ma anche contro l'euro, la sterlina e il dollaro australiano, il che evidenzia un'accresciuta forza intrinseca della valuta e non una semplice debolezza locale del dollaro. Il cambio di tendenza è stato rapido: mentre la settimana scorsa il dollaro era salito fino a 160,39 yen, prima delle contrattazioni del 7 settembre il cambio era già sceso a circa 154 yen, per poi approfondire ulteriormente la perdita della valuta americana.
Gli esperti attribuiscono il brusco cambiamento di sentiment di mercato alle crescenti aspettative di un imminente aumento dei tassi di interesse da parte della Banca del Giappone, nonché alle voci di una possibile revisione della struttura patrimoniale del Government Pension Investment Fund (GPIF) a favore del mercato interno. Il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare giapponese, che sovrintende il fondo pensione, ha precisato che la questione di un'eventuale modifica dei parametri di allocazione del portafoglio è al momento ancora in fase di esame, ma le speculazioni su questo fronte continuano a fornire un forte supporto al cambio dello yen.
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